Rassegna storica del Risorgimento
RIVAROLA ANTONIO
anno
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1926
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pagina
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301
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// cardinale Rivarola e VaiUntato del 1826 301
sera del 26 sarò a Parma alla locanda del Pavone, ed il 27 a Piacenza in casa Anguissola, se vi saranno, diversamente, alla locanda, per venire in Arquata il 28; il 29 in casa di S. E. il Signor Marchese Stefano Rivarola, Ciambellano di S. M. ecc. ecc. Se poi vi saranno gli Anguissola, bisognerà transigere con loro per una fermata di un paio di giorni...
Con breve (del 22 agosto era stata nominata una Commissione speciale, presieduta da mons. Invernizzi, col mandato d'inquisire sui reati politici, e specialmente sugli-autori della turpe azione del 23 luglio;
Filippo Invernizzi, romano, ipocrita d'anima serpentina m, e> condo il Fabbri (r), entrava il 2 settembre in Ravenna con una scorta di 120 fanti e 60 cavalli, ed operava tosto tanti arresti tra i quali quello di Primo Uccellini (2) che parecchi conventi vennero ridotti a carceri. La sua sentenza, in data di Faenza 9 maggio 1828, per quanto concerneva l'attentato al Rivarola, condannava a morte i ravennati Angiolo Ortolani, ministro del forno pubblico, Luigi Zanoli calzolaio, e Gaetano Montanari, barbiere, i quali, e dopo avere il primo di loro tentato più volte invano di propinargli il veleno nel pane, di cui il Porporato servivasi privativamente alla propria mensa, si risolsero di estinguerlo coli'uso delle armi. A quest'oggetto spesso lo insidiarono nell'oscurità della notte, e finalmente, essendo prossime le ore 12 pomeridiane del 23 di luglio 1826, mentre il lodato signor Cardinale* fSàr lito per la strada del corso nella sua carezza in compagnia del sacerdote D. Ignazio Muti, Canonico della Metropolitana della città, si dir sponeva di far ritorno alla propria residenza, e nel momento in cui un servitore ne chiudeva lo sportello, uno dei complici dell'atroce misfatto dallo sportello opposto esplose una pistola, lusingandosi di uccidere il
(r) v. L. RAVA: Angelo Frignani e 'il suo libro: < Ma mia pazzia nelle carceri , Bologna, Zanichelli, 1899, p. XXXIX. Questo scritto del Rava v. pure in Nuova Antologia ( La restaurazione pontificia in Romagna ), fase. 637 (16 loglio 1898), pp. 22J3 e sgg.
(2) Arrestato Ms Ottobre del '27, imputato di carboneria, nonché d'aver tentato di minare il palazzo, apostolico del Rivarola e d'aver composto un Dialogo Ira S. Apollinare e -S, Vitale principali protettori Ravenna, trovato affisso in pubblico,, in cui erano i versi
Non sài', Apollinare? Fuggito è il JRivarola Al solo scotimento - fflìtm* wtpo di pistola.
Per questa satira ingiustamente attribuitagli, proponeva l'Invernizzi che gli si tagliasse sur un pubblico palco la mano destra. Fu come settario e presunto autore della satira condannato, il 30 luglio '28, a tre anni di detenzione.