Rassegna storica del Risorgimento
1798-1799 ; NAPOLI (REGNO DI)
anno
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1926
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pagina
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314
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3H
Antonio Bosetti
accecati dai loro errori, mentre nella pieua confidenza della loro saggezza si rneraviglieranno di quelli dei loro antenati. La storia, mentre ci insegna a compassionare e a disprezzare l'umanità; sembra pur troppo essere incapace di ammonirci praticamente sul modo di regolare la nostra conr dotta; noi infatti ci pentiamo soltanto dopo l'esperienza e operiamo eo sfantementéi secondo le passioni del momento. Tuttavia, poiché sono ancora viventi quei principi, che coi loro ministri e coi loro sudditi furono sommersi nei vortice di passate conyulMjftjfJfl e sembra che a dispetto degli espedienti adoperati dai governante i!luipa quelle convulsioni siano alla vigilia di ritornare, può non essere del tutto inutile dar conto delle loro miserie e rifare la;storia della loro follia, anche se un giusto sentimento degli errori e del ridicolo di questa si debba risvegliare soltanto nella parte speculativa dell'umanità.
La Casa d'Austria aveva appena mandata una delle sue figlie sposa ad un Borbone possessore del trono di Napoli, che la giovane Regina, in contraddizione alla legge della famiglia, chiese ed ottenne il privilegio di assistere al Consiglio di Stato. Ferdinando IV, come molti della sua schiatta, giustificava l'osservazione dell'antico poeta, il quale, presagendo le calamità del suo paese, esclama che la posterità di Ugo Capeto
poco valea, ma pur non facea male (i).
La Regina temeva gli antichi consiglieri del re, disprezzava i suoi sudditi, era da essi odiata è' tìi circondava di favoriti stranieri, che consideravano lo Stato come loro preda. Costoro organizzarono un corpo di avvocati per trovar fuori tutte le terre che potessero appartenere alla corona in virtù dei rapporti di parentela, tra i Borboni e quelli che avevano regnato a Napoli nel secolo decimo terzo. I documenti delle concessioni regali erano stati perduti nel corso dei secoli, e gli archivi privati erano stati bruciati in tempi d'insurrezione ei di guerra, sicché molte comunità e molte famiglie furono costrette a fare la restituzione di proprietà dopo un possesso di quattro o cinque secoli. La corte si
(j) DATB, Purgai. Canto 2. [Evidentemente quél 2 è un errore di stampa per zo, il canto di Ugo Capeto.. .Mjjjfc il verso 63, da me citato, non rende affatto il senso del testo inglese, che suona così ... the posterity of ! lugli Capei had néither the strengbt to do, nor to proibii, evil , cioè, alla lettera: la posterità di Ugo Capeto non aveva la forza né .di fare né di impedire il male. È però Il solo che l'orecchio ci richiami alla memoria, dJjgo l'orecchio. E s'intende che a traduzione da orecchiante sarà da attribuirsi al traduttore inglese].