Rassegna storica del Risorgimento

1798-1799 ; NAPOLI (REGNO DI)
anno <1926>   pagina <320>
immagine non disponibile

320
Antonio Bosetti
nullare per iircézzo di espedienti ;diplomatici la legge della nazione; che ì Francesi distruggevano Hello Stesso tempo con l'aperta violenza della spada. Tutti gli ambasciatori inglesi, in nome del loro goverbaj Mma-vano ohe in tale guerra nessuna nazione aveva il diritto di rimanere neutrale >. È parimene una delle nuove regole della legge delle nazioni, Ifé dà l'apparenza di giustizia all'occupazione di un paese in nome di un'altra potenza e alla susseguente appropriazione. Acton nel tempo stesso mandò il Generale Naselli con alcune truppe a bordo di navi parfoghesi e inglesi a Livorno per congiungersi eoa le forze del Gran­duca di Toscana, al primo scoppiare della nuova guerra.
La prudenza di questo principe aveva fino allora supplito alla man­canza di un esercito. Lord Hervey, Ministro inglese a Firenze nel 1798, assediò per parecchie ore il Granduca nel suo palazzo, finché lo ebbe costretto a espellere il Ministro di Francia, il cui nome era La Flotte. Il signor Drake tentò nello stesso, tempo: una. nMe violenza verso il Doge di Genova e Sir Carlo Worsley verso il Senato di Venezia, ma essendo state fe minaeeiisga W'orsley frustrate dagli Inquisitori di Stato, il Gabinetti, inglese secondo la scienza diplomatica sconfesso: il cattivo contegno del sa libato. Un gentiluomo toscano, il cui nome eia Car-Ietti, chiamò questa scienza Una furfanteria, e il signor W. Wyndliiani!, siseeessoire di Lotfd Hervey, sostenne un duello con Carlettì per l'onore della nazione 'inglese,, che tìès eonosGé - approva nulla di diplomazia. Il Granduca riiinovò là .pace con la Francia a spese di una parte del suo tesoro. Bonaparte poco dopò? enfcr-à nel territorio} toscano, e, deside­rando un nemico di meno dietro; :dl :sè,. mentre procedeva a far rappre­saglie si Roma per:l'uccisione di Basville, l'inviato francese, tenne le sue truppe sotto strèttai. idisciplinà e sollecitò un passaggio dal Gran­duca, per il quale il Direttorio! proponeva nello stesso tempo ai pleni­potenziari austriaci l'aggiunta dello stato del Papa e j titolo di Re di Roma, (z
Verso la fine del 1798 qnesto principe entrò nella nuova coalizione
(1) tóodìfier [nel testo inglese; Itèodìjiez] le premier projet en substituaut aux états de MTlan partie des étatS'dfi Pape, la Roinagne, la Marche d'Ancóne, le duebè d'Urbis, feansférer 'fe Grand-Due de Toscane à Rome, lui donner le surplus dea: états du Pape; ha, réservei! Ift, Sfennois, conseutirii Sle nommer Roi de Rome . iNsrRUcggfferjJ du ministre des relations étrangères au general Clarice], ejwoyifc ejtlÌTaordlnaire de la répwblique Francaise à Vienne 5 di­cembre 1796. (correggi: ty .op, ìi0j, w.- il passo a p, 399 del t, IV dell'opera citata in nota seg.l.