Rassegna storica del Risorgimento

1798-1799 ; NAPOLI (REGNO DI)
anno <1926>   pagina <322>
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322 Bosetti Antonio
Benevento e di avere in cambio una grossa somma di danaro. L'amba­sciatore inglese, temendo indecisione di Ferdinando, aggravò l'insulto e l'allarme e lo persuase più facilmente in quanto era egli stesso spa­ventato. Il re firmò un manifesto con espressioni di così visibile coster­nazione e precipitazione e così vani tentativi di sotterfugio, da ispirare audacia ai Francesi e dar loro il vantaggio dell'argomento. Egli dichia­rava che, non ostanti i suoi motivi di risentimento contro la Francia per la occupazione della sua isola di Malta, desiderava conservare la pace e l'amicizia col governo francese; che egli era l'amico di Pio VI e figlio della Chiesa; che credeva suo dovere per il bene della religione di andare a Roma e restituire i domimi al legittimo sovrano; che con­seguentemente egli invitava tutti gli stranieri che allora occupavano quel territorio a ritirarsi, perchè il Re di Napoli era l'antico della pace e l'amicizia col Governo francese; che egli era l'amico di Pio VI e figlio della Chiesa; che credeva suo dovere per il bene della religione di an­dare a Roma e restituire i dominii al legittimo sovrano; che conseguen­temente egli invitava tutti gli stranieri che allora occupavano quel ter­ritorio a ritirarsi, perchè il Re di Napoli era l'amico della pace e della giustizia e a nessuno faceva spontaneamente la guerra . La legazione francese domandò che il legittimo sovrano di Roma fosse più esplici­tamente designato, perchè, se si voleva significare il Papa, il suo stato già era caduto sotto il diritto di conquista; se si intendeva qualche al­tra potenza, toccava a quella mettere innanzi la propria pretesa, e, se si voleva significare il Re di Napoli, la Francia per due volte aveva con­sentito di trattare con esso e di cedergli una parte e persino il tutto per il tramite di negoziati .
I timori e l'ambizione della regina erano in quel tempo irritati da Acton, il quale la avvertiva che il matrimonio di un arciduca austriaco con una principessa russa si faceva alla condizione di stabilire un regno separato in Italia sotto la protezione dei due imperatori. Lady Hamilton aveva ispirato all'ammiraglio inglese, le cui vittorie gli davano il diritto di consigliare i re, delle passioni che acciecavano la sua intelligenza e lo rendevano un consigliere pericoloso. Di qui senza la cooperazione degli eserciti alleati si intraprendevano guerra offensiva e conquiste con truppe, nelle quali già era stato infuso il principio del terrore, pro­mettendo loro che non sarebbero state chiamate a combattere se non per la difesa delle loro case in caso di invasione. Quando per­ciò si ordinò loro di passare le frontiere, risposero ai loro ufficiali; non ci diceste che il re non è in guerra coi Francesi? . Nelson non si aspettava che male dai soldati; peggio dal loro generale e peggio