Rassegna storica del Risorgimento
1798-1799 ; NAPOLI (REGNO DI)
anno
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1926
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pagina
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328
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Antonio Bosetti
cortigiani della regina, le legazioni tramere e forse aiiche la regina cominciarono ad essere in vero pericolo., Alessandro Ferrari, corriera di gabinetto napoletano, che portava dispacci per Lord Nelson, fa assassinato dalla Éa al suo arijfòi f molo e portato al portojsgel palazzo reale, mentre i lazzaroni urlavano che Aeton e; tratti ;!: traditori dovevano essere rimossi dalla carica e giustiziati è SÌ dovevano richiamare gli antichi ministri. È meno da cirCOSitiaìize accertate che da congetture sui carattere di Acton he parecchi testimoni oculari asseriscono fino al giorno d'oggi che la sommossa e l'assassinio furono artificiosamente effettuati dagli agenti di lui con lo scopo di spaventare il re e indurlo a lasciare Napoli; essi dicono che la regina persuase suo marito di guardare fuori dalla finestra il cadavere dell'uomo assassinato. Lady Hamilton riuscì a far imbarcare a bordo del ledavi inglesi gli effetti di valore dei palazzi reali e del Museo. Non si poterono prendere tante precauzioni senza che si scoprisse che fàaarizia era stata congiunta con la prodigalità, perchè il piatto, che era stato offerto da privati e dalle chiese, fu fuso in sbarre e portato via. S'imbarcarono subito dopo mezzanotte sulla nave di Nelson, H vento ritardò la partenza, e i Napoletani corsero il giorno dopo alla spiaggia gridando che dovevano vedere il re, che lo avrebbero difeso o sarebbero periti- icon; lui >*, Lo scongiuravano di non fidarsi degli Inglesi, che, con la mira di tenersi la Sicilia, lo avrebbero tenuto prigioniero . Egli non si fece vedere, ma fece pubblicare in fonila di editto che presto sarebbe tornato con un potente esercito. Da quel tempo il popolo non volle più ascoltare quando si parlava del re; ma continuò a difendere là sua indipendenza contro i Francesi e ad esecrare tutti i forestieri. Erano già corsi in folla alla distanza di otto miglia da Napoli per deporre Macie, che era tornato a raccogliere il resto dell'esercito. Egli fuggì e più tardi si presentò a Championet in uniforme: ìalstriaea; ma fu dichiarato prigioniero per aver combattuto in veste di napoletano e per aver viaggiato attraverso la Francia sulla sua parola. Sembra tuttavia che dal tempo della rivoluzione ìi ufficiali si siano considerati in dovere di sacrificare 2j loro onore personale agli interessi della causa alla quale servivano; e Mack in conformità prese la fuga, che giustificò con un opuscolo. L'ultima sua impresa fu la resa di Ulm.
I Francesi non entrarono in Napoli che trentatrè giorni dopo la partenza del re. C'erano così poche cospirazioni o preventive intese per l'effettuazione di alcun mutamento politico che durante tutto quel tempo il regno rimase senza governo.:!jf g-nominato dal re, essendo da