Rassegna storica del Risorgimento
CARBONERIA
anno
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1926
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pagina
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337
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Di alcune carie carbonare di Romagna 337
Manca a qttÈte (Sarte idaita, che solo assai-vagamente si potrebbe argomentare con il ceamó alle (pfiselùzioiu e tenendo presente l'età di Galeazzo. II gialle certamente copiò questo cerimoniale di iniziazione, no teempiile*, conte dimostra Jeriza compiila delle sue caratteristi clic er-altrgyfc immancabili cancellature.
Come curiosità. eonveraÉ notare cife la tassa mensile era lasciata all'arbitrio dell'iniziato, giacché-. ;flm essere proporzionala alte sue Jorze, al suo potere ivjwiia epm egigg, é'wpossiMlc là Società* B giura-mento impegna air obbedienza alle leggi dèlia. Società ed ai superiori in ftciio ciò sfa non 'e' :mtém MÌ soma Morate, al segreto, al soccorso verso i compagni a eostói della vita, al, tflspeto dell'onore delle fa-miglieEp ed allude agli Iniziati m quest'ordine, che sono sparsi sulla superficie della ieri'a a -vantaggio della patria,. Ma. Èrji delia Società sì fan palesi solo nel discorso 'del Rappresentante, cne conviene riferire per quanto v'è di commosso' e di tfìivo sotto la forma ingenuamente retorica;
Da voi ffdnatmmtp -.'adunque può sperare là pàtria nostra? Pensate a [che è gijunta a questi tempi/ e che per dovere/er garìa, [per interessi g0: Buoji Cittadina è mcessitàtó; B difenderla.,. ,M cM -non piange W ei'tòrf -m oggi;-, nei'vedere He boilé Contrade d'Italia fatte preda di contaminati satellMi. della più feroce-. Urawtfflèfc A che soffriamo, noi che barbaramente insultando alla nostra màim'ia. 'vmghino gli sirarimri a strappare dalle braccia, nostre f fiMMÌ :W Mipro.si- paréHU per condannarli alla, morie, alP esigilo, Mìe Carceri, non rei riamente di volere acquistare] l dominio: -a. tpmkfae tèrra, o di'mlere ad alcuno con (scellerata cupidigia soprastare-!, mai ;en volenterosi di ricuperare quella libertà,; che dalla natura abbiami él differire, e proprietà dai Mag giori lasciateci, -e à liafatré questi: diritti, ulta posterità tramandare. Speriamo noi forse, cMe depredato avendo té nostre campagne, cariche d'immenso lìpMim im f>er rWmàtt Univo Wn::q-msiì feroci, barbarif No, stiamo pur cefW 'pjtit. pm >tì- ioMrtàrèim Sofferenti, più essi acquisteranno coraggio* e lotti gli averi e sperdu *? sfìenM ( qMoeldfmMe generosi petti, A' diffondono, injgiùriavaoci if-Misprezzandoci per nostro- maggior [scorno ci lanceranno la mtiih Chi ora oserà chiamarsi [degno (;?)/, et Nipote di qM1: iMj[ the colle loro gesta ffecéro maravigliarti Milo di mondo. Qtl h. Me paese desidererà Smentirsi chiamare col nome M.Padref M ,è buon rSladvw che fàiàfflìsca, e non tema ch
Il Mazzini parlando di éè carbonara; dice; dopo d'essermi fatto riconoscere
fratèllo* a .come allora ifcmvimv cugino*.. (Edizione daelliana, Prefazione, I, 32).
(,i-) Cff. il giurattìeftto di Carbonari nelle Memorie delle Società, cit., p, 50.