Rassegna storica del Risorgimento

CARBONERIA
anno <1926>   pagina <338>
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33* M T. Dazsì
la tirannide lo perseguiti pel suo pensare, e rubati gli averi, lo sforzi a dimandare del pane pe' suoi figliuoli? Chi è che non tema che il vite Ipocrita lungi tenendosi dal misero, non l'accenni allo stupido volgo gridando con fiato (:) orrore, Ecco L'EMPIO SEGUACE DI RIVOLU­ZIONE, ECCO IL LIBERALE ?
Niuno certamente che abbia e mano e cuore potrà, rimanersi neghit­toso in questa lotta. Siamo adunque di esempio e di speranza agli uomini liberi, e di terrore ai tiranni di ogni età: f adamo vedere al barbaro straniero quanto possa ancora oggi queIP Italia, che ingiuriosamente chia­mano: LA TERRA DI RICORDANZA.
Dimostriamo quanto i diffensori del proprio paese avvanzino in va­lore, e di costanza i soldati mercenari. Temeremmo forse la morie? ma oltre di che sotto lo stranièro non si a ..... . ella vita: Ewì più nobile
a
spettacolo di quetl'uomo (?Ji ài qu~ale ha dato la sua vita per la salute della patriaf Ewi più bella gloria di dire ai nostri nepoti: . M ! godete della libertà che noi vi abbiamo preparala. Voi] siete felici, ma lo siete pel nostro sangue, pel nostro coraggio? È, raccontando loro le crudeltà dei tiranni, e gli orrori di nostra servitù faremo raccapricciare i loro ingenui petti, e gV inspireremo questa verace sentenza: MEGLIO È MO­RIRE NELLE BRACCIA DELLA GLORIA, DI QUELLO CHE È VIVERE VIL­MENTE NELLA SCHIAVITÙ.
Ma finché venghi tempo d'insorgere e di combattere, si faccia ve­dere ai nostri nemici, che in pace il vero liberale è P-uanm virtuoso, che egli non tenta ali'onore delle famiglie, non agli averi de' suoi concitta­dini, che sa perdonare a chi l'ingiuria, soccorre chiunque è bisognevole; non mai ozioso, ne brigante: coraggioso ma non audace, libero ma non sfrenato: buono ma non Ipocrita; prudente ma non vile, e che tollerante dell'altrui opinione fa soltanto ai suoi nemici vedere: Che ì popoli lutti di Europa ora appieno conoscono averci il girare delle cose umane con­dotti a tale che se i Governi non sono costituzionali, non possono lunga­mente durare .
Ancora di carattere carbonaro per gli scopi, i segni e le parole sembra la Società dei Fratelli Forensi . Il suo nome era finora ignorato, ciò che può far supporre che la sua effettiva losìatuzìone non sia mai avvenuta, sebbene indubitabile, per la stessa testimonianza di Eduardo Fabbri, resti l'attività di Galeazzo nella campagna Cesenate, in ogni parrocchia della quale appunto la Società doveva sorgere. Il nome era provvisorio, perchè là nuova Società era destinata a fondersi a suo tempo con alcune delle sette esistenti, e probabilmente con la stessa setta cit-