Rassegna storica del Risorgimento

FRANCI GIUSEPPE
anno <1926>   pagina <343>
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// sogno unitario e witsoniano d'un patriota nel 1814-/S 343
tembre 1815 quale sospetto di corrispondenza colla setta dei Carbonari. Il Pagani concludeva, che ritenendolo pertanto emissario di società se­greta lo aveva passato agli arresti di polizia riservandosi di sottoporlo a regolare costituto (1).
Ma documenti più degni di nota abbiamo trovato e sono oggetto del presente articolo.
Da una perquisizione operata in Modena nell'autunno del r8i5ad un sedicente Barone di S. Giuseppe, nella sua stanza d'alloggio, in se­guito a sospetti sortì sulla sua persona per pratiche da lui iniziate presso quella Corte offrendo alla cognizione del fratello di quel Sovrano, l'arciduca Massimiliano, un nuovo strumento d'artiglieria, l'autorità mo­denese venne alla scoperta presso di lui, non solo del progetto di quel­l'ordigno di guerra, ma altresì d'un manoscritto sedizioso e distrut­tivo dell'ordine politico universale dell'Europa e costituente l'Italica In­dipendenza >>, opera di certo Giuseppe Franci d'Orvieto, e d'un carteggio con costui.
Arrestato U sedicente Barone di S. Giuseppe, con altri due suoi compagni, il Governatore di Modena, sulla base degli interrogatorii, con lettera 16 novembre di quell'anno, diretta a Mons. Delegato Apostolico di Viterbo, sotto la cui giurisdizione era allora la patria del Franci, in­formò dei fatti arresti e delle circostanze che dimostravano gli arrestati, agenti in un piano di rivoluzione dei dominj d'Italia e della stretta loro corrispondenza col Franci, presso cui esisteva il detto piano in tutta la sua estensione.
Quel Delegato Apostolico il 24 novembre 1815 ordinò immediata­mente l'arresto del Franci e la sua perquisizione domiciliare. Questi, non trovandosi in casa, ma in paese, potè essere avvisato e nascondersi, riuscen­do quindi a mettersi in salvo con la fuga. Nella perquisizione però, in­sieme con altre carte di materia licenziosa o indifferente, fu potuta seque­strare parte della corrispondenza avuta dal sedicente Barone e una copia conforme dell'anzidetto Piano sedizioso ->, di pugno del Franci (2).
Infine i tre arrestati di Modena furono da quel Governo conse­gnati alle Forze pontificie, che li tradussero in Roma, ove furono sot­toposti a processo che, come risulta dal Ristretto, inviato poi in copia all'Autorità austriaca, fu intitolato: 1815-16. Romana ossia di più do-
(1) Arch. di Malo dì Milano. Atti segreti della Presidenza di Governo del Regno Lombardo-Veneto (Cari. XXVlJ. fol. 3 4>-
(2) Id, 0. '(Park *"