Rassegna storica del Risorgimento
FRANCI GIUSEPPE
anno
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1926
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pagina
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348
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Domenico Spadoni
torchiano, restatui il regime pontificio trovava degna d'ogni appoggio l'opera patriottica del ifcàhèi. Questi néH'ultima lettera scritta al Procida, in data 3 novembre,mmmi a scrivergli in proposito: Non ho parimenti a soggiungervi rapporto al mio scritto attendendo replica,: :fé: difficoltà vi si raddoppiano per stamparlo, avendo sempre pronto l'Artìi'etì; Misi è fatta di fresco una proposizione di vantaggio, ove avessi voluto cederne l'originale. Si pensa a farlo passare la Inghilterra, o in Colonia sul Reno, .e. com;e meglio m'mM icredntp col 'mio; wmm,cioè, o senza ed annagraraato (sic). Il .Professore, che ;tBl pare, di avervi accennata ìm altra, chi sa quanti pensieri si- die per zelo d'amicizia, che ha per me si: icatda, che gli fa travedere In quel lavoro utilità somma, e bontà tale, che mi possa far onWè, oh miài magmts Afiolto, se saprete da vostro pari impiegare la scoperta che abbiamo. Quanto non vi dovrò io sul rèjHto della cara Indipendenza! Giacché quanto sempre più ne soffro e quanto non ne scopro giornalmente a mio danno? Che un partito in qualche modo dovrò prendere e presi , .Probabilmente il disgraziato .tranci era perseguitato dalle minacce dei creditori). Nella stessa lettera egli si era 'esprèsso nei seguenti termini in proposito del suo mal progettato viaggio: . Ì)a Rotàia amico del CoMsalvii mentre torna ad assicurare la venuta pei primi del jìsimo dell'Imperatore d'Austria, assicura che dopo l'incoronazione di Alessandro in ; Varsavia, deve anche presto venire in Italia. Queste nuove tanto mi piacquero, quanto dovettero disgustarmi quelle dei fogli,, che possono farle trovare ridicole. Cosi Alessandro fosse venuto in Italia, e'o'pè avrei' Si3Ì 11 largo ili venire e ritornare. La madre di Madama Saracinelli (1), che voi conoscete,, mi faceva una Ietterà per Bondi (Biondi?) il nostro Poeta Italiano, indivisibile amico di Beatrice d'Este, che fu in conservatorio con lei, ed è madre come sapete dell'Imperatrice. Ma a che venire: senza la fèrafà Causa? .
Per mancanza di danaro il progettato viaggio del Franci e dell'inventore, purtroppo falliva mentre il Procida, come abbiam visto, a corto di mezzi offriva m Modena l'invenzione alla Casa d'Austria. Non 'ù caso di OGCijiparciì più oltre di questo losco venturiero, "( molto meno del suoi degni compagni, certi iuseppe Annessi, toscano, e Michele Di Giorgio, palermitano* arrestatìi ;e processati con lui e, quanto paie,;1 già suoi complici nei' fur di Firenze e in consimili imprese in Roma
~(i) IM contéssa Saradnclll di Orvieto, tijfcui società, "JScondo una lettera del Procida, era frequentata da ptìfflne erudite e spregiudicate. Nel suo carteggio il Procida ricordava, anche l'amicizia del Marchese Guaiterio di colà.
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