Rassegna storica del Risorgimento
FRANCI GIUSEPPE
anno
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1926
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pagina
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354
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354 Domenico Spadoni
Ma, dietro la Guelfia, a voler la stessa cosa pare fosse in quel tempo la Massoneria. In una riservatissima dell'Hager al Bellegarde (Vienna; 5 luglio 1814), dopo essersi osservato che le società segrete in Italia doveano, come in Germania, ritenersi in parte ramificazione, in parte degenerazione della massoneria italiana, e che esse miravano a raggiungere il riscatto d'Italia dall'influenza di potenze straniere ed alla costituzione d'un regno italico indipendente, mediante la fusione di tutti gli stati allora in piedi, e dopo essersi detto che durante la guerra era stato sperato sul Murat, alto graduato massone, si soggiungeva quanto segue: Ora sembra che i Massoni sieno nello stesso senso influenzati dagli Inglesi, e mirino egualmente all'unione monarchica costituzionale d'Italia sotto l'egida britannica {Lemmi, Rest. austr., pag. 430).
Ebbene, se non possiamo dire con qualche sicurezza che il Franci fu un adepto della Guelfia, originata, a quanto pare in Roma, tuttavia, per le espressioni usate nel suo Sogno e per gli intimi contatti, fra gli altri, con il suo vecchio amico professore in Perugia, il quale probabilissimamente altri non era se non Francesco Orioli, l'ex Venerabile della Loggia di Viterbo, il Franci ci si rivela un massone: tale lo ritenne anche l'autorità pontificia. Dolenti di non poter dare altre notizie sulla sua, del resto modesta, persona, il suo Sogno d'un Italiano nella primavera del 1814 ci è parso nondimeno interessante per la genialità delle idee e degno d'esser conosciuto dagli studiosi come un caratteristico documento di quegli anni poco noti di passione italica.
Il Mettermeli, a cui quel piano sedizioso fu comunicato dal Governatore di Milano conte Saurau, e, direttamente, dal card. Consalvi, lo giudicava in una sua del 29 febbraio 1816 da Milano l'ou-vrage d'un fon . A lui, come al Saurau e come allo stesso Lebzelrten, diplomatico austriaco in Roma, pel cui tramite questi aveva ricevuto la relazione sul documento, parve essersi ad esso data colà più importanza di quel che non meritava, mentre era degno soltanto dell'attenzione
falonteri in Londra fu molto coltivato dagli Inglesi, specie dell'Opposizione, per la condizione delle cose e per dei motivi illusorii , come egli stesso oscuramente accennò alla moglie In una lettera da colà in data 30 giugno 1814 (GALLAVRBsr, Carteggio del Conte f. Confolanieri. Milano 1.910, Parte I, p. 207) A Vienna si ebbe sentore di siffatte pratiche dei deputali milanesi in Inghilterra e in data 12 agosto si Inviava ordine al feld-maresc. Bellegarde di sorvegliare al loro ritorno a Milano tutti gli andamenti di Gonfalonieri, Alberto Litta e della Somaglia, ch'eransi recali da Parigi a Londra per patrocinar la causa dell'Italia presso U governo inglese (WEIL, /. Bitumi eie, Tomo I, p. 308),