Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1848
anno <1926>   pagina <358>
immagine non disponibile

358 Orest/Coné.
pretendeva di giurare d'aveì?!* il diritto svolgere lo Statuto dato dal re, poteva voler dire che isi >Yjenisse trasformando in una vera e propiia Costituente; ! Che bisogno e,: sopifètùtto, che tófìià c'era d'insinuare tali possibilità? E se avevamo; accolto lo Statuto con tanto impiego di [gioia, perchè darsi l'aria di trovarlo insufficiente? Oltre il resto, c'erano le mene repubblicane clìe /si vanivano palesando, ingrandendo, attuando, e proprio quando il paese attendeva -l'auspicata paeé,: la Goseoridia,. 'la libertà, e parte dell'esercito era in marcia per la Lombardia.
11 Nisco, notoriamente avverso ài Borboni, non esita a dire che si dava alla parola svolgere << significato arbitrario-, 'è nuovo (2). Ecerto, giurare di mantenere lo Statuto con tutte le aggiunte eké; si avrebbero fatte i deputati, significava forse pel re consegnarsi mani e piedi legato all'assemblea nazionale; ond'ei non a torto disse che quella formula era sovversiva e che quello svolgere, ove egli avesse ceduto, dovrebbe fatto capovolgere. Senza dire ch'ei non aveva alcun dovere ;;di lasciar ritoccare o ampliare lo Statuto dalla Camera, e per le ragioni esposte, e perchè la Costituzione non era stata fruttò di una vittoria democratica, non conquista di rivoluzione, ma concessione del re, magari determinata da paura, ma che non cessava di essere concessione. Considerate' un re as­soluto, portato dal suo animo, dal consiglio 'de' reazionari e dalle pres­sioni delle potenze nordiche' a tener duro, cìie eli botto viene a trovarsi non solo re costituzionale, ma in pericolo di essere sottoposto alla Ca­mera ed al popolo. Gli è elle per i liberali il re aveva un vizio di ori­gine: apparteneva cioè a una Casa che più volte aveva spergiurato, onde crebbero i loro sospetti e le loro pretese. Gli è anche che il re odiava, non tanto la libertà, che con giudizio e -.eompatibilmente con le proprie prerogative, avrebbe pure alla men peggio tollerata, quanto una forma qualunque di unità : Italia, per la quale egli credeva che avrebbe finito col rappresentare una parte secondaria, pur essendo a capo del maggiore stato della penisola. Invece i radicali lavoravano in senso per­fettamente contrario, perchè qui, più che altrove, molto avevano incon­trato il Gioberti, il Mazzini e il Balbo. Il giornale . Il Progresso del
(1) [E cosi era appunto. La forinola di giuramento del Deputato Pica, sòr stituiva le parole riformare e modificare al termine svolgere ch'era nel pro­gramma ministeriale del aprile, e designava la sola rappresentana nazionale quale organo che procedesse alle riforme. Era escluso quindi l'intervento del­l'altra Camera e del Re stesso. Cfr. -PALADINO // * -maggio del 184.B in Napoli Milano-Roma, 1921, p. 206 sgg.].
(2) NICCOLA NTBCO* Storia Civile del Regno d'Italia, I-213.