Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1848
anno <1926>   pagina <359>
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Sul moto rivoluzionario napoletano del rj maggio 184.8 35
Mancini avena idee unitarie; Il Nazionale dello Spaventa, com'è detto nel primo numero del i<> marzo, fu fondato col principale in­tendimento di caldeggiare e promuovere la nazionalità italiana sulla base della indipendenza (*, e diceva men grave la quistione della libertà , A questi fogli quotidiani, specie al Mondo vecchio e Mondo, nuovo , risale non poca responsabilità de' fatti di maggio, perchè non parlavano che di sovranità del popolo, non dissimulavano la diffidenza verso il re e il governo, senza risparmiare alcuno de' tre successivi mi­nisteri : del 29 gennaio, del 6 marzo e del 3 aprile; anzi, inceppandoli. L'alternativa è evidente , diceva lo Spaventa, o progresso o re­gresso, stante che l'immobilità è impossibile nell'ordine morale e poli­tico itfyìi E nel n. 2 del 5 marzo : Violento fu quindi il suo prin­cipio (della rivoluzione), com'era violento il dispotismo che bisognava distruggere; e se per poco essa parve dubitare di sé ed arrestarsi nel suo corso materiale, fu solo per rinnovellarsi di novella e invincibile forza; ed allorquando le fu offerta un' amichevole composizione, ed essa l'accetto' Hpn però cessò d'essere una vera rivoluzione... L'idea però della rivoluzione non poteva essere menomata o ripudiata in nessuna sua parte. Ed essa deve pienamente trionfare: né noi possiamo né dob­biamo dimenticare e sconoscere quest'origine del nostro politico risor­gimento (3). E nel n. 25 del 3 aprile dissertava sul modo come gua­dare le rivoluzioni, quasi a preparare gli animi. I moti di Francia non ammaestrarono il governo, non l'ammaestrarono i nuovi e tremendi casi di Vienna e di Germania, onde il principio della rivoluzione ebbe invece ricevuto il più gagliardo impulso e s'è messo in grado di ma-nlfestarsi con maggiore autorità e precisione. Il principio della nostra rivoluzione era doppio : ci muoveva pensiero o bisogno di libertà e d* in­dipendenza; bisogno antico, perchè lungamente servi, pensiero nuovo, perchè nati dal nuovo lavoro intellettuale del mondo'Éà libertà che ci moveva non era quella che il servo accetta di buon grado dal suo si­gnore, come onore a grazia a cui noi sortì sua natura; ma un diritto nostro e divino, che vuol farsi valere per sé stesso... Dalla rivoluzione di Francia venne luce e forza alia nostra coscienza di libertà: luce e forza acquistò la coscienza dell'indipendeza colla rivoluzione viennese. Non perciò il governo fece senno : il Ministero del 28 gennaio cadde
(,T) Sitvio SPAVENTA, Dal /S48 al /So/. Lettere, scritti e documenti pub­blicati da Benedetto Croce, a* edte.,. Napoli, Morano, p. 14. fa) SPAVENTA, op. dfc, p. pS (3) Id. id., p. 20.