Rassegna storica del Risorgimento
VECCHI CANDIDO AUGUSTO ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno
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1914
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pagina
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113
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TAEIETl.E ÀTEDDOTI
I. Alcune lettere di G. Montanelli e di C. A. Vecchi
(Comunicazione di IDA LUISI)
Le lettere, che qui sotto vengono i3ab;t3liej fcpOiretitè al dott. Caìrìo De Macco, possidente li: stessa, in Abruzzo, e> defunto nel 189
Egli fa dei pochi, nel suo paese perduto fra. ì montai e infestato dal brigantaggio, che osasse dichiararsi a favore del movimento garibaldino nei 1860, e dopo, quando cioè era ancora profondamente radicato nei piccoli centri della montagna Abruzzese, massime nella provincia di Ohieti, il servilismo borbonico.
Si sa che l'Abruzzo, specialmente il Citeriore, per le sue speciali -condizioni economiche e morali, derivate anche dalla conformazione geografica che rendeva difficili le comunicazioni, non ebbe nella rivoluzione italiana, una parte direttamente attiva. L'ideale di libertà italica non fu i come altrove, sentimento di popolo. Solo poche persone colte parteciparono con spontaneo entusiasmo tal moti insurrezionali, ma la gente del contado, gii abitanti delle piccole borgate, chiuse a ogni sentimento di progresso e di civiltà, rimasero a lungo, ignoranti e poveri, nelle mani dei preti e della gendarmeria, avvezzi, com'erano da secoli, a temere il potente e ad aver paura del Be.1
Tutta la storia dei-Brigantaggio abruzzese,, fnestai tremenda
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