Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1848
anno
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1926
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365
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Sul moto rivoluzionario napoletano del 13 maggia 1S4S 365
minacciato e premuto ai confini, come da un enorme mastodonde, dall'impero austriaco, era, non pure il più grande, ma il più sicuro della penisola, perchè protetto da un lato dalle terre pontificie e intorno intorno dal mare. Anzi, Ferdinando stesso a questo proposito diceva con una certa arguzia: Il mio regno è protetto da due acque: quella santa e quella salata . E codesta protezione doveva essere efficace, tenuto conto della grande autorità del Papa, e che l'Austria non aveva flotta. Ma Ferdinando e l'Austria avevano comune l'odio all'unità d'Italia e alla sua libertà. Quante volte i Borboni non chiesero l'aiuto dell'Austria per opprimere il nostro popolo? E Ferdinando il 14 gennaio 1848, faceva chiedere al gabinetto aulico fin dove potesse contare sull'intervento austriaco per domare i Palermitani sollevati. Ma il buon volere di entrambi si infranse, perchè il cardinale Ferretti fece sapere il 23 dello stesso mese che se gli austriaci avessero accennato di entrare nello Stato Pontificio, egli in persona si sarebbe portato ai confini per sbarrar loro il passo (1). E fu allora che Ferdinando, già precipitate le cose in Sicilia, caduti gli Orléans in Francia, volse il pensiero alla Lega Italica (2). Un altro Ferdinando, quello terzo di Toscana, per giunta trentacinque anni prima del nostro Re, non si era piegato mai alle imposizioni e alle minacce austriache. E sì che egli fratello dell'imperatore d'Austria, e quasi confinante con gl'imperiali domini, avrebbe dovuto esserne vassallo! Avverso alla politica di Metternich f>, dice il Biagi, che credeva nociva agli interessi della sua Casa, e geloso della propria indipendenza, una volta che il Conte di Fiquelmont, ministro d'Austria, cercava di mettergli in sospetto alcuni de' più segnalati cit
tì) Nisco, op. cit., I-61.
(2) Questo é discutibile: Ferdinando non aderì, è vero, net J.7 alla proposta di lega doganale del Papa, ma ora invece il Re di Napoli era in urto coIl'Au-stria per la mancata mediazione nella quistione degli zolfi coli'Inghilterra. Nel febbraio 1848 il Granduca di Toscana propose una lega difensiva fra Torino, Firenze, Roma, e Napoli. Il Governo Napoletano vi aderì ai primi di marzo, pur dichiarando di preferire una semplice lega doganale; il Papa aderì il 14 marzo e Torino invece tergiversò. Intanto il 14 marzo il Governo Napoletano proponeva un congresso dei quattro Stati a Roma. Torino continuò a temporeggiare, poi rispose che se ne sarebbe parlato a guerra finita. E intanto, entrato in guerra contro l'Austria, il Piemonte chiedeva soccorsi, ma evitava di parlare di compensi. Si veda per tutto questo G. Paladino, // Governo Napoletano e la lega italiana nel marzo e aprile 1848, in Rassegna Storica del Risorgimento (*97), PP- 715-54; nonché G. PALADINO, V Governo Napoletano e la guerra del 1848, Milano-Roma, 1921>