Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1848
anno <1926>   pagina <366>
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Oreste Conti
tadini, il Granduca raspose* Ella faccia sapere al suo Sovrano, come io farò sapere mio fraiMóy che 4' mie sudditi io solo dispongo e rispondo . E quando il Sai volti tempestala da Milano affinchè Gino Cap­poni fosse mandato a deporre de' carteggi passata tra lui e il Confalo* nieri, il Granduca fece rispondere ch'egli non obbligava a cotesti uffici * suoi gentiluomini (i).
Ferdinando II non capi che non poteva opprimere un popolo che per il primo in Italia aveva chiesto libere istituzioni e che per il primo in Italia aveva combattuto per l'indipendenza italiana. Egli non ha che un'attenuante: quella d'essere uscito da una Casa hi cui era tradizionale lo spergiuro, l'ignoranza e lo sprezzo per l'ingegno e la virtù; d'essere stato a capo d'un popolo che non poteva rènderlo migliore, e di avergli la rivoluzione dato a ministri uomini insufficienti al bisogno. In afe?; ambiente e su altro trono sarebbe stato forse migliore, poiché di certe buone qualità non mancava. Tuttavia anche qui tra noi i liberali lo avrebbero forse addomesticato alla libertà, e il successo e il tempo avreb­bero riportato a lui i borbonici quietisti, che erano molti. Ma i rivolu­zionari disposero diversamente. Migliore del padre e del nonno.'piuttosto mite ne' primi anni di regno, meno buono poi ch'ebbe sposato Maria Teresa, pessimo alla fine, Ferdinando, sordo ai consigli di riforme che gli dava nel 1831 Luigi Filippo, nonché all'invito rivoltogli nel. liÉ da' liberali romagnoli, che gli offrivano la corona d'Italia, non pensò che ad avversare coloro che avessero virtù e ingegtìoy a circondarsi di ministri come l'Intontì e il Del Carretto, puntellando il trono con i mer­cenari svizzeri e con dodicimila gendarmi. E che cosa fosse il governo di Ferdinando lo dice il fatto che le potenze europee al Congresso di Parigi nel 1856 dovettero mandare al Re di Napoli una formale pro­testa, e che nel 1854 perfino il Ministro russo pregò il Re di alleviare l'oppressione, e, poiché la preghiera rimase ascoltata, Francia e Inghil­terra richiamarono i loro rappresentanti.
E per tornare alla possibile sincerità del Re, il Nisco, -autore non sospetto, dice, Io ritengo, e con lealtà affermo, che Ferdinando II,sé dava la costituzione o popolare ed universale coazione, e per prendere il primato su tutti ì principi della penisola, noli avesse il premeditato concetto di tradirla (2). E lasciamo andare il borbonico Rossi, che
(r) GUIDO BIAGI, Politica e bel mondo, in La vita Italiana nel liisorgi-mcnlo, p. 2x9.
(2) Nisco, op. dU, I-83.