Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1848
anno <1926>   pagina <367>
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Sui moto rivoluzionario napoletano del 13 maggio 184È 367
dice: Era il Re di tutto cuore inclinato ad accomodare le cose ai tempi per quanto la prudenza lo comportasse >> :(Q,
E Pier Silvestro Leopardi: Al racconto della fuga degli Orléans, il Re, lamentando le novità e il voler armare la Guardia Nazionale, disse: Se vogliono la repubblica parlino chiaro, che io farò allestire le mie valigie (2).
Perchè voleva attuare lo Statuto, tolse il Saliceti dalla magistratura per mandarlo intendente a Salerno. Vostra Maestà , gli chiese il fo­coso repubblicano, ha veramente l'intenzione di attuare lo Statuto? Ob bella, se non volessi attuarlo non lo avrei dato! Forse allora il Re non mentiva (3).
So che molti rimarranno stupiti e dubbiosi a queste recise afferma­zioni e ripeteranno che per lo meno bisogna ammettere quello che l'il­lustre Senatore D'Ovidio, così giusto, così equanime ne' suoi giudizi, dice, con la solita nota arguzia, nell'aureo volume dei suoi Rimpianti: La storia è abbastanza imparziale se si restringe a dire che dall'una parte si fornirono tutti i pretesti che dall'altra si era felici di cogliere: tanto felici, che ne' tumulti liberaleschi il Re aveva la mano, e che sulle barricate fu certamente visto scalmanarsi, per dirne una, a far da libe­rale furioso, il famigerato poliziotto Merenda (4). So dal D'Ovidio stesso che egli esiterebbe oggi a dare tanto significato alla presenza di uno sbirro in mezzo ai rivoluzionari: presenza spiegabile anche col so­lito bisogno dei governi di almeno spiare da vicinò quel che i rivolu-narì macchinano, mediante spie che si fingono più rivoluzionarie degli stessi sovversivi. Il D'Ovidio non esita ad ammettere die il Borbone non avesse alcuna voglia di un urto col popolo come quello del 15 maggio, pur avendo avuto tutta la voglia poi, non appena l'urto fu inevitabile, di cavarne per sé tutto il costrutto possibile. Sono ben certo che questo è il presente pensiero del D'Ovidio, ed ognuno può oggi argomentarlo dal suo articolo nel Giornale d'Italia del 9 giugno 1.917, ove oc­casionalmente, con tanta maestria e serenità, sintetizza la situazione del 15 maggio (5).
(1) Rossi, op. -àit:, p. 26.
(2) PIER SILVESTRO LEOPARDI, Narrazioni slorichej Torino, 1856, p. 87,
(3) LEOPARDI, op cit p. 90-
(4) D'OVIDIO, Ritnpianti, p. 54.
(5) [E anche negli ultimi suoi anni il D' Ovidio rimase dell'avviso che il giudizio troppo severo su Ferdinando ti, proprio delia vecchia tradizione libe­rale napoletana, andasse alquanto attenuato].