Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1848
anno <1926>   pagina <373>
immagine non disponibile

Sul molo rivoluzionario napoletana del 15 maggio 184.8 373
che si dicevano disertori ed erano traditori, fingevano dirigere la di­fesa, e cercavano invece affrettare la catastrofe .
Non è esatto quindi né che la Guardia Nazionale suscitasse il moto né che vi rimanesse estranea: finì col parteciparvi anche la parte mi­gliore, ed i peggiori erano stati conniventi coi promotori della rivolta. E soprattutto vi fu una indicibile, ma irrimediabile, ma veramente napo­letana confusione !
Cerio neanche tutte quelle guardie nazionali che andarono oltre il compito loro assegnato, erano repubblicane, ma da' repubblicani furono trascinate. Luigi La Vista, intuendo l'insidia de' uovatori e presentendo la sua fine imminente, mentre indossava la divisa della Guardia citta­dina, domandavasi: 4 Ma perchè devo andare a battermi? La Guardia Nazionale doveva difendere la Costituzione, e non il re, né la repub­blica, ond'è che giustamente l'on. Diodato Sansone combattette l'As­semblea costituente, il Governo provvisorio e la decadenza del trono di Ferdinando II (j)
Ora, mentre codesti scrittori parlano di guardia nazionale e tutti concordemente affermano che essa era un misto di elementi buoni e cattivi, risulta chiaro che furono soprattutto questi ultimi a far subito causa comune coi repubblicani e colla feccia del popolo, mentre gli elementi buoni aspettavan gli ordini della Camera, e intervennero nel conflitto armato quando videro che ad ogni modo questo s'era impe­gnato tra il popolo e le truppe regie. D'altronde questa milizia citta­dina non poteva mai essere la lancia spezzata dal Re; essa si era voluta coli'intento di tutelare i diritti del popolo coutro ogni possibile prepo­tenza e ritorno reazionario, ond'era e lo fu anche nel 1860, chiamata dalla plebe La Nazione. Tanto è vero: che, finiti i tiraoni da noi, è stata sciolta; ed è sciolta a'es"tero.
Quanto poi a ciò che dice il Fortunato del rifiuto di Carlo Alberto di aderire alla Lega Italica proposta dal Re di Napoli, io, a malgrado dell'autorità dell'illustre parlamentare e valente scrittore, ardisco di dis­sentire. Suppongo che Carlo Alberto oppose un diniego, perchè egli, che era in guerra coli'Austria, rischiava in caso di vittoria, di fare l'in-
(1) Rivista d'Italia, Fascicolo di gennaio 1917.