Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1848
anno <1926>   pagina <376>
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374 Oreste Conh
due opere pubblicate sul Pepe <tìa Giovanni Olivieri e da Marcello Pepe, fratello di Gabriele, noi possiamo considerare quasi inedito questo questo scritto, che prospetta fatti ignorati, altri ne mette in nuova luce, far­cendo a larghi tratti, benché in una lingua e in uno stile che sanno della vecchia scuola napoletana, un quadro della tragica giò:tnata,: Desta anzi meraviglia che di tanti valentuomini nessuno abbia mai aeèWnpy neanche di sfuggita, alla testimonianza del Pepe, attore e spettatore di quel 15 maggio, pieno eli tanta casi, memoràbile per tante conseguenze. Pur facendo qua e là qualche riserva, lo storico non può non tener in considerazione il giudizio di chi fece, vide, udì, ora che i protagonisti della fortunosa giornata sono spariti e sparita è la loro generazione.
Pubblichiamo perciò integralmente la interessante lettera del Pepe, sicuri di far cosa assai gradita agli storici e ai cultori di patrie memorie.
Risposta di Gabriele Pepe al Contemporaneo di Roma (articolo estratto dal Giornale l' Unione del 4 luglio 1848, n. 7).
Signor Compilatore,
Mi leggo subbietto del 70 degli Episodi M Napoli che nel di lei giornale si van pubblicando (1)* E sta bene; però che ognuno, il quale veste politica persona, va soggetto al sindacato della pubblica opi­nione, né io di certo pretendo esserne immune. Epitomando adunque, à non andar per le lunghe, il carico che mi si dà, unica origine e causa del gran disastro del 15 maggio fui io pel funesto dono fatto alla Na­zione... nel conferirsi il geloso comando delle milizie nazionale in cui vuoisi attivissima intelligenza, ad uno il quale tra per età, sventure pa­tite e colpo ricevuto in guerra nel capo in tempo che fu militare, era ed è in preda a grave morbo cerebrale; per cui divenne un uomo di­lombato nel fisico e nel morale... nn alienato... un simulacro in somma d'uomo, che non più ragiona..., 0 ragionando, il suo giudizio è sì de­bole sì languido come deboli e languidi sono ì suoi movimenti muscu-lari... Seguiane quindi... che la Guardia Nazionale... senza capo... senza direzione non ubbidì... gridò abbasso.' :ai;'.-..,. infoino Comandante... e tra­scorse oltre il dovere per troppo zelo cittadino... ad alzar le barricate.
Non so, signor Compilatore, chi fra suoi corrispondenti Napolitani volle farmisi liberale di cotante gentilezze, né ini cale saperlo. Questo però so bene che ove egli, invece di trarmi quei suoi strali dal codardo schermo della opacità dell'anonimo, me lì avesse per l'opposto tratti da
(1) Vedi il 11, 75 del Contemporaneo .