Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1848
anno <1926>   pagina <378>
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Òrésiè Conti
d'accordo le sentenziose affermative In me della seguitane scimunitag­gine, e del Deputato del 1820 fermo... con altri epiteti di laude,, che taccio, perchè non li accetto,né gradisco da una peana; vilmente nemica?
Se non che troppo io forse mi Soffermai riapra bessaggini é ,ii-squilie, che non ne valevano affatto il pregio. Ma con una vita pubblica di 50 anni, aggiungendo a' 25 degli stipendi militari con dodici cam­pagne e sei ferite gli altri ventisette d* infortuni d'ogni genere durati a testa ritta senza mai piegarmi a chicchessia potente, io deggio prò ve­dere al capitale imprezzabile per ogni uomo, a la buona fama. Non mai attalentommi la. boria e vanita di parlar di me stesso. Ma fui pro­vocato a farlo, e il fo a mio malgrado toccando alcun poco del fati mio in questa mia seconda comparsa nel politico agone.
Vegliando ai miei doveri come ufficiale superiore di Guardia Na­zionale, nel costei intento, fra gli altri, di tutelar l'ordine pubblico, non perdonai a fatica veruna .di andar con buone maniere e persuasioni dis­solvendo i chiassosi attruppamenti, e le oggi, cosi dette dimostrazioni, onde venia messa sovente in esagitazione la nostra vasta e popolosa Napoli. E fui felice in vincere i più di così fatti semi-cimenti tumultuari. Deh... perchè non vinsi eziandio nel tremendo tumulto del 15 mag­gio? ...che così avvenendo, la patria non troveriasi, qual si trova, mi­seramente sospinta alla guèrra civile!.. Ma era ne' fati che io vi cadessi vinto, come vinto in pari modo cadeva l'illustre Lafàyette nel 1793. Di che mi godria l'animo, ovi oggi darsi potessero godimenti morali!... Lo sfare, benché ad una immensa distanza, come dall'ima valle agli astri, in parallelo con quell'inclito ed immortalisskno cittadino e General francese!
Piacquero forse que' miei civici sudori al Sovrano, dappoiché sì mi promosse a Brigadiere, 1 prese a farmi seder da privato njf jpi con­sigli. Della quale promozione andando io a rendergli grazie, toccomnii Egli su quella che a parer mio esser dovesse la parte cooperatrice del contingente delle armi napolitene nella gjiierra Lombardo-Veneta. Non gli tacqui le mie idée, che nostra Base immediata d' operazione, a far massa delle nostre schiere per indi erompere innanzi, esser dovesse Fer­rara* E gli aggiunsi che di qiuivi q;uel.ristesso principe italiano, il quale era stato il primo fra gli italici principi a proclamar libero il suo po­polo, ed erane il maggiore in volarne di potentato, comparir doveasul Po da par suo, propugnatore della itàlica nazionalità, ed indipendenza;, alla testa di 36 in 40 battaglioni con la corrispondente cavalleria ed artiglieria, coì; maggior nerbo in brève del suo esercito, non die con tutta l'armata a vele ed a -vapore nel rasente golfo adriatico: che d'indi movendo per uscire a campo al di là del Po (Carlo Alberto aveva al-