Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1848
anno <1926>   pagina <380>
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3ò Oreste Conti
coordinata ben vero e rispondente allo spirito ed alle -esigenze del secolo.
Vennesi da ultimo al gran climaterico quindici maggio. Del quale giorno di mai sempre feralissima ricordanza e conseguenza, coverta va di cupo mistero, che la storia chiarir deve e chiarirà, l'esacrabile ed ori­ginaria mano orditrice. Sen volle addebitar la colpa alla Guardia Na­zionale napoletana, ed un di questi imputatori è il censore, cui rispondo, il quale disse che essa Guardia fu spinta da capi subalterni e tratta dal suo soverchio zelo cittadino a trascorrere, ecc. Diersi, noi niego, un qualche centinaio di costei individui, i quali, per ardenza giovanile mo­bili ed esaltabili, tanto più tali atteso la meteora di libertà onde per­cossa, sconvolta ed agitata è tutta la intellettiva e corale atmosfera eu­ropea, a trovar la cui pari o consimile nella storia vuoisi indietreggiar col pensiero al furente fanatismo della Cristianità per la prima Crociata; diersi ripeto un qualche centinaio di giovani straportati a... a' quali non puossi non esser condonevole ed indulgente, comechè li traguardi, o dalla loro irresistibile emozione.., o quai cieche ed innocenti vittime de' loro tristissimi ammaliato ri. Ma il maggior numero della Guardia Na­zionale stette al suo posto. Donde adunque mosse il capo bandolo della nerissima orditura, per cui videsi convenuta in Napoli una folta di ar­mati provinciali, in apparenza qua' volontari intendenti ad andare a guerreggiare in Lombardia, ma in sostanza a qui trarre il terribil dado, che essi trassero? Mosse forse da reissimi congiuratori intesi a pescar nei torbido? Ciò non è improbabile, attesoché il Presidente Troya vide la necessità di far catturare due turbolenti individui, che avean la mala voce di esser prezzolati macchinatori austriaci, ed autori di cartelli in­cendiari, di tale e tanta ferocia e terribilità che sariensi detti non da meno a quelli che fulminava Robespierre nell'anno del terrore. O fu ei forse un magnanimo tentativo ad un augusto tipo ed ordine di reggi­mento, cui veruno non ini fora pari in affetto e brama, ove io vedessi i più de' miei simili non quali essi pur troppo evidentemente sono, ma quali dovrieno essere? E questa ipotesi puossi anch'essa presumere al veder la caldezza e valentia, con cui lanciossi ai cimento la mai sempre ideale ed immaginosa gioventù. Quasi rasente alla certezza è per altro che machinato fu J'atroee colpo dall'oro e dalle male arti della mai sempre perfidissima diplomazia Austriaca, collo intendimento di staccare il contingente delle armi Napoletane dall'esercito Italico, mandando sos-sopra ed in soqquadro Napoli. Orrenda trama, di cui tali e tanti eran gli indizi, che il Presidente Troya citò a serio e severo avvertimento un austriaco diplomatico non sì sa come tuttora qui residente dopo la