Rassegna storica del Risorgimento
DURANDO GIOVANNI ; GUERRA 1859
anno
<
1926
>
pagina
<
386
>
3 86 Augusto Beccaria
ranza enorme. Tutto ciò darà di che pensare a Napoleone. Quanto a noi capisco che profitteremo di questa occasione. Al punto in cui sono le cose la montagna non potrebbe più partorire un topo senza grande scapito morale per noi. Tuttavia anche senza guerra si potrà arrivare ad ottenere alcuni risultati, che dieno una mezza soddisfazione all'opinione pubblica e mettano al coperto il nostro decoro. Non credere del resto che Cavour sia andato alla cieca: il so di positivo; ma possono sorgere all'improvviso difficoltà che non si posero in calcolo, per èui Napoleone si vedesse in caso di dover dietreggiare alquanto" e quindi obbligar noi a mettere le pive in sacco, dopo aver fatto molto rumore, suscitate tante speranze, e probabilmente forse più d'una vittima cadrà prima del tempo. La responsabilità sarebbe grande, E certo però che> se la guerra scoppia, le circostanze sotto molti aspetti ci sono assai più favorevoli che nel '48 ed io v'avrei molta maggior fiducia... Anche da questo lato dio sa che diavolio nascerà, se la guerra durasse >ài di là di un anno (1). Ciò non ostante il Durando comunicava da Genova a Massimo d'Azeglio in data del 16: Siamo sempre nell'aspettativa e dirò anche trepidanti. Se le notizie d'Italia sono buone, anzi eccellenti, quelle di Francia lasciano a desiderare e quel tanto di buono che vi sarebbe è talmente avvolto nel mistero e nel sospetto, che giustifica la nostra trepidanza (2).
Senonchè attraverso le schermaglie diplomàtiche la situazione si faceva di giorno in giorno realmente più grave. Alla fine del febbraio l'Austria, che sentiva ormai la guerra inevitabile, decise di mobilitare tutte le truppe stanziate nel Lombardo-Veneto ed il governo sardo rispose richiamando il 9 marzo i provinciali di prima categorìa iscritti alle leve dal 1848 al 1853 in congedo illimitato (3). La chiamata delle classi sotto le armi ieri pubblicata >> scriveva' in quell'occasione al Durando da Mondovì un suo nipote rese allarmante la popolazione, però i codini non credono per nulla alla probabilità della guerra (4). Inoltre nuovi spostamenti vennero indetti nelle divisioni per proteggere la frontiera minacciata, rinforzando la linea di difesa ed accostando man
(1) P. FÉ A, Lettere inedite di uomini illustri a Giovanni Durando, nella Rassegna nazionale (Firenze), voi. XL1X (1889)4 PP 675-76-
(2) P. FEA, Lettere medile d' uomini illustri, a Af. d'Azeglio, 2* ed., Firenze, Tip. M. Celimi è C, 1884, pp. 242*43.
(3) La guerra del 1859, voi. I, Narrazione, p. 1x0.
(4) G. fienedicti al Durando: Mondo vi, 8 marzo 1859 (Ardi. Durando, ins. 1856). Le parole riportate furono aggiunte fri data dell' it.