Rassegna storica del Risorgimento

DURANDO GIOVANNI ; GUERRA 1859
anno <1926>   pagina <411>
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Ti generale Giovanni Durando nella campagnà*deì 1859 4't
(maggiore Fenoglio) e poi il i battaglione (maggiore Borda) del 70 fan­teria col colonnello Beretta alla testa e col comandante della brigata Cuneo generale Arnaldi, che prese le direzione del combattimento, e, demolita la barricata da un drappello di zappatori (tenente Pasetti), anche i due rimanenti battaglioni si accingevano a rinvigorire l'avanzata, seguiti dal-1*8 reggimento e dalla 5a batteria. Inoltre il Durando, avvertito dal suo capo di stato maggiore, colonnello Avogadro di Casanova, della mutata situazione, gli ordinò di avviare il 20 battaglione bersaglieri (mag­giore Fioruzzi) eccetto la 5* compagnia di scorta alla 6tt batteria ed il 40 squadrone Piemonte reale (capitano Gropallo) per Cascina Nuova, Toriggia e Saporito, coli'intento di girare la posizione sulla si­nistra, di battere la strada di Casaline e di portarsi a cavaliere di quella di Confienza, prendendo i difensori e le loro riserve alle spalle (1). Ma l'efficacia dei rinforzi non fu cosi rapida da impedire un attimo di incertezza pericolosa. Gli austriaci, ridotti al lembo posteriore del villag­gio, approfittarono della loro momentanea superiorità numerica per rin­tuzzare l'audacia dei sardi e tentare un ritorno offensivo; mentre le pri­me truppe sopraggiungenti del colonnello Beretta frammiste ai bersaglieri guidati dai capitani Garrone e De Vecchi li trattenevano a stento con ri­petute cariche alla baionetta attraverso gli sbocchi dell'abitato ed i va­lichi aperti nelle siepi dei giardini. Le perdite per la fucileria ne­mica riferisce il Durando furono sventuratamente sensibili e, se non si generò confusione, fu per la fermezza intelligente del colonnello Be­retta, de' capi de* vari battaglioni sopradetti e del capitano De Vecchi, che cercavano, quanto potevano, di organizzare la difesa, riconoscendo le uscite ed i punti minacciati e dirigendo indi essi le frazioni di truppe di mano in mano che arrivavano >> iaì Alla fine, dopo un'ora e mezza di vigorosa resistenza, gli imperiali cominciarono a cedere terreno, in­calzati pei campi dai tenace ardore dei nostri. Dopo la presa di Pa-lestro narra il Covone, luogotenente colonnello di stato maggiore andai a portare sollecitazioni, perchè Vinzaglio fosse presa al più presto possibile; arrivai quando già le nostre truppe sboccavano dall'al-
e due allo sbocco verso Confienza (La guerra del 1859, voi. I, Documenti, pp. 874 e 875, ri. mà).
(r) Ivi, pp, 874-75 e 878, i;i. 25* e 1253. Altrove si parla per errore di un plotone di cavalleria (p. 889, ir. 1263). Il comandante della brigata Pinerolo dice che il battaglione bersaglieri entrò in linea alle * (ivi, pp. 887-88, n. 1260).
(2) Ivi, p. 878, n. WS3