Rassegna storica del Risorgimento
DESTRA STORICA ; SINISTRA
anno
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1926
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pagina
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454
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Aldo Ferrari
LA SINISTRA AL GOVERNO (I876-1878)
Intanto la Sinistra saliva al Governo, suscitando nell'opinione pubblica sopratutto delle classi inferiori che cominciavano a destarsi alla vita politica le speranze vaghe e sproporzionate di un rinnovamento politico e sociale ab i-mis, per cui per es., Garibaldi pareva ringiovanito e Alberto Mario poteva perfino vaticinare alla Monarchia un placido tramonto ! Ma invece l'iniziativa saggia e audace del Re, che secondo la tradizione costituzionale italiana esercitava un notevole influsso personale sull' andamento della politica, e che del resto avrebbe già potuto fare il tentativo a sinistra nella pi ecedente crisi del 873, aumentava la popolarità della Monarchia; ne raffermava ed allargava le basi; sfatando le miopi paure dei benpensanti, i quali credevano che Vittorio Emanuele non avrebbe mai consentito a quella mutazione di indirizzo governativo, destinata secondo loro ad essere il ponte di passaggio alla repubblica,
Ag. Depretis, decano della Camera e capo della Sinistra dopo la morte di Rattazzi, diventava Presidente del Consiglio. Già mazziniano, cospiratore tardi convertito al sistema piemontese perchè ebbe parte anche nella insurrezione milanese del 6 febbraio 1852, chiamato da Garibaldi a Palermo per organizzare il caos nella liberata Sicilia, si era fatto persuadere dal Cavour a propugnare quell'annessione immediata dell'Isola, che avrebbe salvato ai Borboni il trono di Napoli e fermato il movimento unitario e quindi Garibaldi lo aveva costretto alle dimissioni. Fuori posto al Ministero della Marina nel Gabinetto Ricasoli nel 1866, per quanto cercasse di rimediare come poteva alle grandi manchevolezze della flotta, colla sua indecisione aveva aggravato l'indecisione tattica del Persane, che fu la causa prima della disfatta di Lissa. Ora saliva al governo sperando avere più prospera fortuna; e si prendeva come coadiutori più cospicui l'autoritario Nicotera agli Interni, il Mancini alla Giustizia e il Coppino alla Pubblica Istruzione. Vecchio veramente di spirito oltreché nella figura corporale, senza passioni o con passioni attutite (salvo l'ambizione politica) dalla senilità, quindi flemmatico, educato, senza fiele; ma lavoratore assiduo nella sua lentezza, propugnatore dei principio di gradualità cheripugna alle improvvisazioni esplosive; ei portò come metodo quel macchiavellismo in piccolo che consistei itòfl solo nel governare col sistema dell'accaparramento personale, ma. anche nel minchionare politicamente le persone appagate di false promesse, pur di conservare il potere. Ma non si può dire, seb-