Rassegna storica del Risorgimento
"ANTOLOGIA"; VIEUSSEUX GIOVAN PIETRO
anno
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1926
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pagina
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461
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Varietà di pagine sparse 461
la vecchia agiata mansuetudine, che non XAntologia, la quale li aveva messi in impaccio ed era stata occasione a loro di dover fare, come chi dicesse, da tiranni, cioè dare a divedere la propria debolezza (1).. A me per altro sembra non potersi negare al governo toscano ogni itfrj dipendenza, energia e volontà* cosicché tutti i suoi atti un po' audaci non dovrebbero altrimenti spiegarsi che ammettendo l'incitamento o la Spinta d'agenti intemi o esteral La fama di mitezza di cui gode sarà forse, col progredire degli studi storici, se non distrutta, alquanto limitata.
Qui basti ricordare la soppressione dell'indicatore livornese ordinata il 5 febbraio 183:-. Anche VIndicatore preoccupava il governo, per aver più volte oltrepassato i limiti di quella savia e moderala discussione che può essere permessa . E, poiché da ultimo era pur trascorso ih allusioni offensive ai patrj stabilimenti o in un aperto ed indecente biasimo di essi; ed aveva suscitato le lagnanze di alcuni livornesi, i ministri toscani:* riferendone al granduca /scrivevano il 4 febbraio 1830: Il Consiglio crede che non tp isla. migliore occasione di questa in cui l'estensore ha eccitato contro di sé l'indignazione delle più rispettabili e colte persone di quella città, per liberarsi dalle inquietudini che questo foglio non cesserà di dare al Governo e dal danno morale che la di lui periodica lettura può produrre nella pubblica opinione (2). Le proteste livornesi pertanto servirono di semplice occasione ad agire, e il governo agì di sua spontanea e libera volontà. Ma se, per caso, vi fosse stato un reclamo, supponiamo dei ministro turco, ecco che subito sarebbe corsa la voce che la Turchia aveva soppresso l'Indicatore livornese.
Con identiche circostanze, fini V Antologia: il governo tollerèy finché fu possibile, le inquietanti deviazioni dal canapo assegnatole? e, allorché lo scandalo diventò pubblico, insopportabile, profittando delle proteste della stampa reazionaria, ch<e- aveva invocato e provocato una. misura radicale, senza alcun rimorso e rimpianto istantaneamente e per modo di pena ricorse alla soppressione.
Da ciò che ho esposto s'indovina quale è la mia opinione sul documento pubblicato da Alessandro Luzio ìie La Stampa del 25 agosto 1922. Il ministro sardo in Toscana scrisse al proprio governo il 30 marzo X33: Le invettive anti-russe e anti-austriache dell' Antologia hanno fatto qui credere che siasi ad istanza della Legazione di Russia devenuto a tale proibizione [soppressione], ma io so positivamente che ciò,
(1) op. c pp. 137 sg.
(2) Archivio di Stato in Firenze, Segreteria di Staio, 1830, protocollo 4, n. 52.