Rassegna storica del Risorgimento

METTERNICH - WINNEBURG KLEMENS
anno <1926>   pagina <468>
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4<38 Varietà di pagine sparse
Metternieh era convinto che i rivoluzionari prendevano influenza perchè potevano approfittare della ignoranza, della cecità e della debo­lezza di Re Ferdinando di Borbone e del Gran Duca di Toscana Leo­poldo II di Lorena; infatti, ad una rimostranza di Metternieh, il Gran Duca aveva risposto che egli non credeva alTesitenza dei rivoluzio­nari in questo mondo, stimando che non fossero tali coloro, che, in so­stanza, secondo lui, non volevano, né potevano fare alcun male . No­nostante ciò, il gran Cancelliere di Austria promise al Nunzio di fare al Governo Toscano le più vive rimostranze appena quello avesse ri­sposto direttamente alla domanda che gli aveva indirizzato, per sapere se avesse spinto il favore accordato ai ribelli dello Stato pontificio fino al segno di concedere i passaporti a quelli tra essi che vollero andare a Marsiglia. Uguale promessa diede per ciò che riguardava il Re di Napoli, pure essendo eerto e convinto di non ottenere nulla.
Metternieh aveva inoltre cercato di stornare l'aiuto e l'appoggiò che i rivoluzionari italiani trovarono nei luoghi soggetti alla Francia e all'Inghilterra manifestando chiaramente all'una e all'altra che l'Austria non avrebbe mai permesso un qualunque cambiamento all'ordine stabi­lito dell'Italia e non avrebbe esitato a garantirlo con le armi appena ne fosse richiesta.
Metternieh formulò un disegno che avrebbe, secondo lui, sventato le trame dei rivoluzionari, i quali approfittavano della gelosia esistente tra i diversi Governi per svillupparle : egli propose che si stabilisse un centro comune di notizie, nel quale, mediante i loro rappresentanti, le Corti d'Italia avrebbe dovuto comunicarsi a vicenda tutto quello che ciascuna di esse avrebbe saputo intorno ai ribelli, ai progetti da loro meditati, ai mezzi di cui disponevano, ai rapporti che essi avevano con l'Estero ; non voleva però che tale centro fosse posto nel regno Lom­bardo-Veneto per non dar luogo alla solita supposizione che l'Au­stria vi desiderasse avere la prima parte , ma consigliava ed insisteva che si scegliesse Roma. Nonostante rutilila di uh tale disegno, il Re­gno sardo per il primo lo rifiutò : non so se Metternieh avesse ra­gione definendo un pregiudìzio il seguente motivo col quale il Gabi­netto del Re di Sardegna giustificava il suo rifiuto: il Piemonte giudi­cava quel centro comune pericoloso per la propria indipendenza, ben conoscendo la politica accentratrice del Gabinetto Austriaco.
Il Principe di Metternieh aveva la convinzione che l'Austria era in Italia doppiamente odiata: dai rivoluzionari perchè era da essi con­siderata la conservatrice dell'ordine, da! governi perchè a tutti dispia­ceva la sua preponderanza; anche di coloro che facevano parte del Go-