Rassegna storica del Risorgimento
METTERNICH - WINNEBURG KLEMENS
anno
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1926
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pagina
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474
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44- Varietà di pagine sjbafSe
rebbe ne si darebbe luogo ad accusare VAustria ad entrare in casa d1 altri .
E qui aprendosi la strada a ragionare dell' influenza dell'Austria in Italia, esprimevasi nei seguenti termini, la nostra posizione in Ita- liaf è veramente difficile perchè vi siamo ad un medesimo tempo in- visi ed ai Governi e ai Rivoluzionari. Ai primi perchè ci reputano sempre occupati ad invedere la loro indipendenza, in forza della pre- ponderanza che naturalmente abbiano per il resto della penisola: ai secondi perchè ci guardano come siamo realmente conservatori e di- fensori dell'ordine in tutte le parti della medesima. In Roma stessa, se si eccettua il Papa e il Cardinale Segretario di Stato, che ben co- noscono quale sia il vero giudizio da farsi della nostra politica, sic- come chiarissime prove tutto dì me ne danno, pochissimi sono che non ci credono capaci di nutrire intenzioni contrarie all' indipendenza dello Stato Pontificio. Forse neppure un terzo dei membri del Sacro Collegio trovasi esente da sì falsa opinione mentre gllì altri due la conservano come una verità di fatto incontestabile. Nella prelatura poi si tiene per indubitata dalla massima parte degli individui che la compongono. I recenti avvenimenti non hanno fatto che volgarizzare più generalmente questa ingiuriosa supposizione, del che mi rendono certo i rapporti ricevuti, e specialmente dall' Incaricato di Affari in Roma e dal Console in Ancona. Sono sicuro che perfino il rifiuto dato dal Maresciallo Radetzchy di ricevere nella cittadella di Ferrara i faziosi fatti prigionieri, rifiuto ragionevole per vari motivi, e per- ciò approvato, sarà stato interpretato come una nuova evidente prova che noi proteggiamo i ribelli a segno di non volerli neppure tenere in prigione. Si dirà pure che il Barattelli è stato mandato via da Ferrara perchè si riconobbe esser egli l'agente del Partito Austriaco.
., Ma dovrebbesi pur sapere che un tal uomo sebbene fornito di talènti è troppo intrigante per essere idoneo a servirci né perciò e ma vi ci siamo di lui serviti. Egli ha un protettore nel Generale Nugent da cui viene lodato più che non merita. Calunnie di tal sorta per altro si computano da se stesse né per ciò punte" ci vietano o ci im- pediscono di proseguire il nostro pacifico e salutare ufficio. E qual fondamento possono esse avere quando si sa che l'Austria, si oppose sempre, checché si dica in contrario, e sempre si opperà alla ferina- zione di una lega e confederazione degli Stati Italiani appunto per evitare l'accusa, in cui certo cadrebbe di volersi arrogare la suprema- zia sui medesimi?