Rassegna storica del Risorgimento

TOSCANA
anno <1926>   pagina <482>
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482 Varietà di pagine sparse
quei nuovi ordinamenti politici che i principi avevano accordato li­beramente ai loro sudditi; anzi, in un primo tempo, riconobbero tutti, in modo non dubbio, la necessità che essi fossero mantenuti, come era già avvenuto nel Regno di Sardegna.
Il 31 agosto, pochi giorni dopo l'entrata degli Austriaci in Venezia, che avevano spento in Italia l'ultimo focolare di rivoluzione, il senatore toscano Leonida Landucei, ministro dell'Interno, diramava una cir­colare ai prefetti di Firenze, Pisa, Lucca, Siena, Arezzo, Grosseto, Pi­stoia, al R. Delegato straordinario di Livorno e al Governatore di Por-toferraio per conoscere quale era lo spìrito pubblico nei vari comparti­menti dello Stato e per prenderne norma e consiglio ai provvedimenti che si sarebbero dovuti adottare dal Governo granducale: Dopo uria rivoluzione che ha messo in moto tante e -si violente passioni politiehei dopo che tanti principi si sono messi in campo e tutti hanno avuto apostoli e seguaci, ora che l'ordine va lentamente a ristabilirsi, ora che la bandiera rivoluzionaria è dovunque abbassata, interessa grandemente al R. Governo di conoscere quali elementi si conservino delle passate convulsioni e come mantengansi ancor vive quelle idee che hanno con­tribuito così efficacemente a dare la Toscana in mano all'anarchia (1).
Per quanto ci è dato ricavare dai documenti di archivio, i pre­fetti e i governatori non si dimostrarono troppo solleciti nel rispon­dere tassativamente ai sei quesiti che erano stati proposti dal Ministero. Molto probabilmente essi si dovettero trovare in imbarazzo, non a-vendo idee chiare e sicure, e cercarono così di guadagnar tempo, forse anche per conoscere quali erano le idee e le propensioni dei Ministri e per rispondere nei termini che fossero tornati più accetti e graditi nelle sfere superiori. Diversamente si comportò, sempre per quello che ci è dato conoscere, il R. Delegato straordinario di Livorno, Primo Ron-divecchi (2), che il 2 settembre successivo, senza frapporre quindi in-
(r) ARCHIVIO DI STATO DI FIRENZE. Ministero Interno, a. T849. Polizia n. 1001, V. II, C. 248. Vi si trova solo la minuta della circolare del Ministro, e poi, lettere diverse del Prefetto di Firenze, conte Samminiatelli, e di nume­rosi altri funzionari dipendenti, relative alla riforma e rettificazione delle liste elettorali.
(2) A Livorno, com'è noto, per la resistenza che i cittadini avevano op­posto all'ingresso degli Austriaci, non era stata ristabilita l'antica carica di go­vernatore della città e territòrio e si èra invece nominato un R. Delegato straordinario, le di cui competenze, nelle materie politiche, erano circoscritte necessariamente dai poteri eccezionali del generale austriaco, essendo rimasta la città in stato di assedio.