Rassegna storica del Risorgimento

TOSCANA
anno <1926>   pagina <484>
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altro il Delegato di governo del Circondario di S. Leopoldo delineava il qua­dro della opinione pubblica, trovo buono premettere oltre le giuste e vere avvertenze generati che sotto N. x ha emesso il Capo commesso di pubblica vigilanza (per le quali è ammesso che rimanga tuttora nella classe media della popolazione livornese una parte d'individui sovvertitori per mantener vivo nel popolo basso lo spirito di ribellione e che anche senza questi rimangano nelle masse dei proletari livornesi fortemente attaccate le idee degli anarchisti, perchè ì poveri avvezzi a campare la vita con poca spesa apprezzano più la li­cenza che la ricchezza), trovo buono di premettere, diceva, essere questo che corre più presto periodo di compressione, che di stabile e rassicurante riordi­namento, essere calde troppo le ceneri del passato per fidare in una vera ri­composizione avvenuta, essere ancora le passioni e gl'interessi in stato tale d'incertezza da ritenere il Paese incapace di essere con sicurezza giudicato., perchè più agito, che agente. E mi giova ricordare che tanto più ricorrono queste avvertenze qui dove l'indole della special convivenza è jdliquella ecce­zionalità che ebbi l'onore di rappresentarle tenendole proposito dello spirito pubblico; ove io concludeva, ed ora confermo, essere Livorno simile in tutto essenzialmente alle altre parti di Toscana, dissimile grandemente, e più gran­demente pericoloso per ispecialità di elementi e di condizioni.
Quesito i. Sul primo quesito, diretto a conoscere se la idea della Ita­liana Indipendenza continui o no ad essere coltivata, e quale e quanti siano i di lei cultori, non mancano di verità le repliche del Delegato di S. Leopoldo e del Capo commesso di pubblica vigilanza, affermando essere coltivata con inten­sità ed estensione specialmente nelle menti giovanili, quantunque si conoscano le difficoltà di presentemente attuarla, mentre è decisamente erroneo il contrariò concetto espresso dal Delegato di S. Marco.
L'ideale e le approvazioni per la Italiana Indipendenza sono universali e caldissime, le file dei loro seguaci, anziché assottigliate, sono ingrossate dai disinganni dei mercanti di Repubblica. Se l'estrinsecazione del concetto è con­trastata dalle condizioni del Paese, la sua intensità ed estensione però non ha limiti accertabili né pel numero dei seguaci né per la età. 11 ceto pensante of­fre rara o forse nessuna eccezione, in proposito, e per ragioni già discorse al­tra volta non sarebbe qui che certamente gli mancherebbe favore e seguito. A dare a queste tendenze vivacità di speranza e di fede stanno non po.eo le probabilità di guerra europea accreditate ed ingigantite dall'attitudine della Francia in Roma, della quale accoglieva il Momtpw nostro efficacissimo docu­mento nella lettera del Presidente della Repubblica.
Quesito 2. Anche sul secondo quesito relativo alla esistenza e natura dei seguaci dell'altra idea, derivata dalla precedente, di formare dell'Italia un solo Regno e di chiamarvi a dominarla la Casa di Savoia, è andato lungi dal vero il Delegato di San Marco dichiarando questa idea abbandonata e come inat­tuabile. Con più verità gli altri due informanti han detto che questa idea è an­data crescendo di estensione e di forza, specialmente nelle classi più distinsi,