Rassegna storica del Risorgimento

TOSCANA
anno <1926>   pagina <487>
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Varietà di pagine sparsi 487
concludo francamente col più volte rammentato delegato di S. Leopoldo che a procedere franco e spedito nella sua via debba il Governo comportarsi di de­naro, leggi ed arai! e porsi in misura di riattivare e mantenere le oneste li­bertà elargite dal Principe munificentissimo.
È principalissimo e fondamentale conforto il denaro, come quello che av­vincerebbe al Governo. ì creditori dello Stato, ora disgustati 0 tementi, che porgerebbe abilità a sussidiare tante pubbliche amministrazioni i cui debiti sono cagione di apprensioni e lamenti, che riponendo in circolazione questi paralizzati capitali darebbe impulso al miglioramento delle sorti materiali del Paese, quiete­rebbe e renderebbe innocue tante menti sospinte all'agitazione dal bisogno, dal­l'ozio, o dalla mancanza di lucro. Che con eguali effetti permetterebbe l'attivazione di pubbliche opere, togliendo dal trivio masse di proletari che ora vi trascinano una temuta esistenza, perchè facile preda a chi voglia e possa guadagnarli con l'oro ai suoi pravi disegni. Che finalmente, anziché alienare gli animi o destare lamenti per cresciute gravezze, rannoderebbe al Trono costituzionale coi vincoli della gra­titudine coloro che portano ora a malincuore l'aggravato onere delle aumentate im­poste, e coloro che invano, contro l'usato in avanti, depongono a pie del Trono la storia dei loro affanni ed implorano quel sollievo che vi trovarono mai sempre. Ed ecco perchè tutti i benevolenti del Principe e del Governo gridano del con­tinuo alla fondazione di un Debito Pubblico, alla conclusione di un imprestito largo e sufficiente.
Suddito e funzionario pubblico, ho parlato, forte della coscienza del mio do­vere e della mia responsabilità al dirimpetto di tempi e circostanze tanto so­lenni. Saprà la E. V. condonare te calde parole al retto intendimento. Ho l'o­nore di segnarmi
Di V. E. dev.rno PIETRO RoNCHivECcar
Questo rapporto del Delegato straordinario di Livorno dovette giungere prima di ogni altro nelle mani del ministro Landucci (1), e con tutta probabilità, onesto e coscienzioso com'era stato dettato, do-
(1) Alla fine di ottobre, e precisamente il 27, il prefetto Samminiatelli non aveva ancora rimesso il suo rapporto, e ne diceva le ragioni al Ministro del­l'Interno: Comunque abbia sollecitate le responsive alle mie interpola­zioni sullo spirito pubblico della popolazione ed abbia insistito reiteratamente per ottenerle, non mi sono peranche nella totalità pervenute e mi trovo perciò a provare il disgusto che mi produce il ritardo a presentare quel prospetto che mi sembra abbia a meritare tutta la suprema attenzione...