Rassegna storica del Risorgimento
TOSCANA
anno
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1926
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pagina
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489
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RECENSIONI
RINA FERRARI, // Principe di Canino e il suo processo (1847-48), Libreria di Scienze e lettere, Roma 1926, L. 12.
Con uno stile facile e piano, Rina Ferrari, in questo suo libro, espone lo svolgimento della vita politica di Roma negli anni 1847-48, trattando in modo particolare della figura e dell'opera di Carlo Bonaparte principe di Canino.
L'autrice dapprima descrive succintamente i tempi in cui questi visse ed operò, narra dell'avvento di Pio IX al Soglio Pontificio, dell'evoluzione politica dello Stato romano e dell' infanzia e della giovinezza del protagonista soffermandosi sui fattori che influirono a formarne il carattere strano, pieno di contraddizioni.
Carlo Bonaparte, nato a Parigi, cresciuto in Inghilterra e poi a Roma, aveva ereditato dal padre lo spirito ardente, irrequieto e cupido di salire sempre più in alto >; fin da bambino aveva dimostrato molta facilità agli studi scientifici, cui erasi dedicato, prendendo parte attivissima ai molti congressi dei dotti italiani : congressi mal sopportati, in quei tempi, da tutti i governi, perchè sa-pevasi che in essi, assai spesso, la trattazione di questioni scientifiche, nascondeva discussioni ed armeggìi politici.
Affiliato alla Giovane Italia, il Canino, aiutò la formazione di gazzette sorte per opera di amnistiati politici fece parte del Circolo Romano, divenuto come altri, un centro vivissimo di attività politica; si improvvisò capo-popolo nelle dimostrazioni contro l'Austria, attacandola con parole di aperto biasimo e non risparmiando neanche il passato regime di Gregorio XVI ed i Gesuiti, mentre esaltava l'opera di Re Carlo Alberto, di Gioberti e di Pio IX. Egli uni la sua voce a quella popolare che chiedeva insistentemente l'armamento della Guardia Civica. Con la sua infocata e facile parola, infiammava la folla nei caffè e nelle piazze, trascinandola spesso a dimostrazioni, sotto !e finestre delle Ambasciate, al canto degli inni popolari e patriottici. Appunto in una di queste serenate scoppiò e si propagò per la prima volta in Roma il grido di Viva l'Italia . Per quanto i tempi fossero già maturi per riforme politiche, passò Inosservata e non riuscì gradita, specialmente al rappresentante del Piemonte, il quale, per le direttive del suo governo, diffidava delle finalità di ta'i movimenti, e specialmente delle ingerenze di Gioberti in esse.