Rassegna storica del Risorgimento

TOSCANA
anno <1926>   pagina <491>
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1820-21 fino alle guerre per l'unità e l'indipendenza italiana; accenna anche alla Giovane Italia del Mazzini in cui ve4 l'influenza delle idee massoniche.
Il Leti chiude il suo studio! ricordando l'opera d' italianità esplicata dalla massonerìa anche nell'attuale guerra ed infine cita le parole che il Pascoli pire* metteva ai suoi Poemi del risorgimento.: Oltre gli uomini ossessi dal demone della cupidigia e della rivalità, vi sono quelli che vogliono gettare dal cuore ogni acre fermento di contesa. Oltre gli uomini che non aspirano se non a star bene p meglio, vi sono quelli che non anelano se non a far bene; a fare ogni giorno, ogni secolo, ogni millennio meglio. Sono questi i veri uomini, di questi si compone la vera unum ila. Orbene questi con le parole, e più coi fatti, e sopra tutto coll'esempio, hanno sempre cercato di disarmare i rapaci e di aiutare gli oppressi, e sono dunque nella lotta ma non della lotta. Sono pacieri, non guerrieri. Essi non hanno altro fine che di promuovere l'urna- nità del genere umano. Di questi bisogna essere *..
La tesi che il Leti sostiene nel suo studio, che ha il pregio della chiarezza, ha evidente carattere apologetico; l'autore /uole distruggere le accuse fatte alla massoneria in recenti pubblicazioni, come quella del Luzio Alessandro*. La Massoneria ed il Risorgimento italiano e nei molteplici discorsi e polemiche di. cui ancora non è spenta l'eco. Egli tende a dimostrare come le idee umani­tarie dell'ordine massonico non sono in contrasto con le idee di Patria, e que­sta dimostrazione l'autore consegue attraverso l'esame di numerosi documenti, specialmente degli incarti processuali, delle persecuzioni fatte ai patrioti italiani, che dalle polizie e dalle magistrature erano definiti massoni e carbonari.
Una sola obbiezione vi è da muovere all'autore; non si possono negare le benemerenze di coloro che tutto sacrificarono per la Patria, ma fu la Massoneria che li spinse e li guidò nella lotta o piuttosto furono eroi che si servirono di tutti i mezzi, e quindi delle società scerete, per conseguire il grande intento? Non bisogna dimenticare che l'unità e l'indipendenza d'Italia fu opera di una élite che tutto subordinava al nobile fine.
I. SeALFaa;
FRANCESCO SALATA, Guglielmo Oberdan secondo gli atti segreti del processo, carteggi diplomatici ed altri documenti Inediti, con Illustrazioni e fac-simili, Bologna, N. Zanichelli, 1925, pp. XII-606, L. 40.
Poco prima della nostra dichiarazione d'intervento nella grande guerra, Francesco Salata si propose di scrivere un libro che fosse insieme una biogra­fia di Gugliemo Oberdan e un documentazione delle cospirazioni e della con­fessione d'italianità nella Venezia Giulia. Dopo lunghi studi e vaste sistemati­che ricerche, compiute in numerosi archivi, e particolarmente in quello di Vienna, quél voto è stato finalmente assolto con la pubblicazione di questo grosso vo­lume, di tale e tanta importanza che pochi altri, di quelli pubblicati nell'ulti-