Rassegna storica del Risorgimento

TOSCANA
anno <1926>   pagina <493>
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veva recare alla metà di settembre a Trieste e già j erano fatti grandi prepa­rativi per festeggiare la ventgft, fò ÌOOTMU. Allora Oberdan credette giunto il momento dell'azione, e accompagnato da un altro giovane animoso, Donato Ra-gosa, paltiva pec Ja città nativa, avendo formato II prpposltoiifi' render vano il tentativo austriaco di riconsacrare, come si diceva, alla presenza dell'imperatore, la fedeltà di Trieste agli Asburgo. Ma denunziato alla polizia da un delatore italiano, il cui nóme ripugna qui di riferire, egli, com'è noto, veniva arrestato il r6 settembre a Ronchi,: chiuso in prigióne, condotto a Trieste e sottoposto al giudizio di un Consiglio di guerra. 11 Salata, che ha avuto la ventura di tro­vare Inatti gli atti segreti del processo e di esaminarli con tutto suo agio, dà ampio sviluppo nel suo volume alle successive fasi della istruttoria, svoltasi nel più assoluto mistero, agli interrogatori di Oberdan, che dimostrò contro gli inquisitori un contegno superbo, magnifico, eroico, e insieme Una voluttà mi­stica di sacrificio, e poi al dibattimento orale, breVe e sommario, che si limitò alla sola mattinata del 20 ottobre e che lini colla condanna a morte pronunciala a voti unanimi dagli otto giudici.
Vi fu il giudizio di revisione a Vienna, dinanzi alla Suprema Corte di giu­stizia militare, ma furono ampliate e aggravate le motivazioni dei primi giudici e ra confermata la sentenza capitale; vi fu la domanda di grazia della madre, presentata prima ancora che fosse pronunciata la prima sentenza, ma, come tutti sanno, venne respinta dall'Imperatore. Su quest'ultimo punto il Salata distrugge il tentativo di alcuni zelanti cortigiani' che avrebbero voluto allonta­nare da Francesco Giuseppe ogni responsabilità dell'aver fatto olasciato giusti­ziare il giovane triestino e, sulla scórta di irrefragabili documenti, dimostra che Patteggiamento dell' Imperatore rispetto alla grazia fu costantemente negativo. Nel consiglio di guerra tenuto a Vienna il 4 novembre, per adottare una deci­sione in merito, quattro voti furono per la grazia, tre contrari, uno astenuto : l'Imperatore aveva la possibilità di dimostrarsi clemente; invece decideva di lasciare libero corso alla giustizia.
Ma la condanna non era subito eseguita: nuove rivelazioni di fiduciari fe­cero sperare alla polizia austriaca di poter chiarire le circostanze e le respon­sabilità dell'attentato del 2 agosto, e poiché si credette per un momento che in quel fatto avesse avuto parte anche l'Oberdan, l'esecuzione della condanna fu sospesa. Cosi il generoso Martire fu sottoposto a nuovi interrogatori e as<-soggettato a vari confronti, ma da questa nuova istruttoria non risultò nes-sun'alira swa> responsabiiltà e solo rimase stabilita la sua venuta e la sua di­mora a Trieste in quegli stéssi giorni dell'attentato. Tramontata cosi ogni spe­ranza di poter giustificare con altre prove ila seyetfià della condanna, il .20 dir. cembre Oberdan veniva impiccalo nel cortile della casèrma che oggi è irtSIè* lata al '<* nome. Secondo attestano gli stessi documenti austriaci, il glorioso Martire dimostrò sino all'ultimo un. contegno fermo, tranquillo, eroico, sublime, tale da sorprendere lo stesso carnefice. Quando fu poi tirato giù dalla forca, U -cadavere conservava nel volto un'espressione tranquilla e serena, e la vivati -