Rassegna storica del Risorgimento
DE MAGISTRIS CARLO PIO
anno
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1926
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pagina
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508
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508 ÀtH ufficiali
Rivedo il povero amico tranquillo e sereno nei giorni lieti della, sua operosa esistenza, ma lo rivedo anche nei dì iói cui, chiuso in un datore infinito, si avviava rapidamente verso è' sefymcteryfè.
Quali pensiemi quali immagini .di persone, di cose e d'i luoghi conturbavano il suo spirito? La dolce e virtuosa compagna della sua vita, i figli suoi dilettissimi e il suo Visconti frcdre speranze che la mente dello studioso aveva lungamente, intensamente accarezzato e che egli forse sentiva sarebbero state ben presto distrutte dal nemico terribile che con lenta crudeltà lo traeva alla morte t
Sul finir del settembre, nella progressiva consunzione di un morbo insidioso che nel luglio decorso aveva già cominciato ad avvolgerlo nelle proprie spire la luce della sua intelligenza e la fiamma ardente del suo amore al sapere, alla patria, alla famiglia, alla scuola, andavano a poco a poco spegnendosi. E il 7 ottobre quel corpo stanco, che nello studio e nel lavoro era stato costantemente soffiétto da una indomabile energia morale, ci lasciava per sempre!
Il compianto fu unanime: di amici, di colleghi, di alunni, di conoscenti di cittadini, perchè può solo non piangerne la scomparsa chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo e di apprezzarne comunque le nobili doti dell'animo e dell'intelletto.
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Nacque ITALO RAULICH a Loreo il 14 febbraio 1862 da Giovanni e da Giuseppina Romani.
La madre sua fu donna semplice, di poca cultura, ma intelligente, nel parlare misurata, di molto equilibrio spirituale, calma ed infaticabile, tutta dedita all'amore e all'educazione dei suoi figli; il padre, morto a 98 anni il. IJ dello scorso febbraio, Un galantuomo che godette lungamente la piena fiducia di ricchi agricoltori del basso Polesine per i quali esercitava ad Adria e a Venezia il commercio del grano.
Cuore aperto ad ogni nobile idealità civile e patriottica ed amante com'era di esplorazioni archeologiche non troppo fortunate, a dir vero e di targhe letture sulla storia della Repubblica Veneta, Giovanni Rautich conduceva una vita che contrastava con le sue aspirazioni di modesto studioso, non nato per gli affari.
Certo e che da Adria, verso il z8yy, quel brav'uomo si trasferì con la sua famiglia a Padova, nella quale città impartì privatamente l'insegnamento a ragazzetti delle scuole elementari e delle prime classi ginnasiali, onde il suo figliuolo Italo, cominciati gli studi classici ad Adria,