Rassegna storica del Risorgimento
DE MAGISTRIS CARLO PIO
anno
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1926
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pagina
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509
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AiU ufficiali 59
lì compii a Padova, dove nel T88O si iscrisse mila Facoltà di lettere, ottenendo, nell'84, con pieni voti assòluti, la laurea con un lavoro che. per ùmsiglio dell1 illustre storico M Carlo V Giuseppe De Leva, che lo ebbe fra gli alunni suoi 0ò cemA il giovate studioso pubblicò poi, come vedremo, nel 1890
Furono quegli anni duri per tilt;, clic, date le poco liete condizioni economiche della numerosa famiglia paterna, dovette ben presto venirle m aiuto coi non lauti proventi di lezioni private.
Così, dal modesto ed austero ambiente familiare, dal raccoglimento degli studi {dalle asprezze della vita, il giovane Italo Raulìch attinse quella semplicità e serietà di costumi è di carattere che sarà anche in avvenire ima delle doti sue migliori.
Potè entrare subito nel pubblico insegnamento, soprattutto per ti giusto ed affettuoso interessamento del De Leva.
Perchè allora e poi (almeno per più' di' un decennio dopo V84) quei nostri insigni professori (tornano cari e venerati alla memoria del discepolo memore e grato i loro nomi e specialmente quelli del maestro già ricordato, di Giovanni Marinelli e di Guido Mazzoni) non esaurivano il proprio ufficio d'insegnanti- nelle aule universitarie, ma nelle loro case, ed anche per via e nelle biblioteche, li avevate spesso accontò, consiglieri, propulsori, amici.
Veri padri spirituali, erano sinceramente affezionati a quei loro scolari che lavoravano, con serietà di propositi, per la-scuola e pergli sMdfc.
Inesperii,, M troppe cose forse ignoranti, modesti, poveri,, e pure sereni ed animati sempre da- mn grande fervore e da una volontà alacre e fattiva, cotesti giovani riponevano piena fiducia nei loro maestri che, mentre cercavano di favorire le facoltà personali dei loro alunni Sènza aver la pretesa dì foggiarle in uno stampo comune, additavano ed agevolavano ad essi ila] via del magistero e del sapere.
Il De Leila dunque, trasmettendo il 24 luglio 1884 al Ministro dell' Istruzione im'istati za con la quale il suo alunno Italo Raulich j1 metteva a disposizione del Mistero per Pinsegnamenio della Storia e delle Lettere italiane neglf rsaiM secondaci' j scriveva che, mente or- dmaìa, <e. nutrita a seri sludi, egli aveva dato saggi egregi dì portico-j-e, ailifotdww agli xiloli storici >>- r" poco dopo, avendo lo stesso De Leva dovuto ventri i* Honm,. parlava a Ferdinando Mar tini, allora Sottosegretario Generale in quel Dicastero, del suo diletto scolaro con parole cosi sincere e persuasive ette Veminente nomo (al quale molti nobili educatori devono gratitudine per le provvide disposizioni con cui seppe lanciarli e sostenerli all'arduo cammino deWinsegnamento) nominò senz'altro