Rassegna storica del Risorgimento
DE MAGISTRIS CARLO PIO
anno
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1926
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pagina
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511
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Atti ufficiali sii
Non intrighi, itoti pettegolezzi,, non maldicenze, non avveniate affermazioni, non denegazioneP beffarde.
Aveva ima invincìbile ripugnanza per i millantatori, per gli oppor-turnisti e gli afrìyfàà,} er fM?coloro che, inconsapevoli della povertà o della miseria Éeì propri spirili, vogliono a qualsiasi costo farsi notare e pentire. L'animo suo ena invece disposto a giusta indulgenza veirsa M persone che, pur coi loro difetti, offrivano in se stesse sicura testimonianza di quel che. importi nella yiia MJfervme M mm,fedè incrollabile e la purezza degli onesti convincimenti.
Amico affettuoso e leale:,, non manifestava còti inutili parole o con dimostrazioni inopportune il bene che voleva agli amici sturi, ma la fedeltà ad. èMi non ammetteva in lui oscillazioni M sorta. Lo seppero per citare qualche nome. = due uomini scomparsi che molto egli amò: i compianti professori Ildebrando Della Giovanna e Vittorio Fiorini. Lo sa il nostro Mario Menghini: lo sa chi vi parla che in ore gravi e dolorose sentì, conforlatrice ed animatrice, la misurata, fraterna parola di lui.
L'uomo, l'educatore e il cittadino si confondevano e si cotnpenelra-vano nel Raulich in una inscindibile unità di intenti, di aspirazioni e di opere.
Interventista fervente, gioì quando il nostro Paese, non ignaro dei sacrifici che esso doveva chiedere a' siici figli, ma con presagio lieto di vittoria, entrò, per M.trionfo del nostro buon diritto, nell'immane conflitto mondiale.
Il io marzo 1920, in occasiona dello scoprimento della lapide agli alunni del Liceo lifarnioni , che dalla quiete operosa degli studi, nella grande ora della Patria passarono, tra le dure vigilie il nembo della battaglia, all'ardore del sacrificio e all'eternità della gloria , il Raulich diceva : Un sentimento nuovo di grata, amorosa venerazione per 1 nostri caduti si è ancor più temprato nel tempo e con la vittoria delle nostre armi, ed ha ispirato l'omaggio che oggi, consacrato nel marmo, eterna la memoria dei generosi che hanno dato la Vita per 1 trionfo"del nostro diritto e per la difesa d'Europa.
Il trionfo del nostro diritto ? La difesa d'Europa? Vi ha taluno che ne dubita, che grida anzi il suo sdegno, la sua condanna a quanto fu fatto per quel nostro diritto, per quella difesa, che irride all'epopea, che vilipende il coraggio e il valore, che esalta invece la rassegnazione e la pace ài una fratellanza, la quale, se è veramente nei nostri cuori, non era allora e non è forse neppur oggi in quelli di popoli che una secolare tradizione d'imprese e costumi militari e di conquiste ha reso