Rassegna storica del Risorgimento
DE MAGISTRIS CARLO PIO
anno
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1926
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pagina
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512
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Si* Atti ufficiali
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particolarmente sensibili alle ragioni della violenza e ammiratori sopra tutto della forza in confronto della .santità del diritto. Proclamarsi agnelli in mezzo a tali lupi, rimaner nella casa quando l'incendio ardeva tutto all'intorno, assistere inerti alla lotta, quando da parecchi anni, nonostante l'alleanza, il militarismo austriaco, acceso d'inestinguibile odio contro l'Italia, stava sempre in agguato per aggredirla, sarebbe stata follia, ma ancor più follia, sarebbe stata colpa e vergogna che avrebbe avvilita Italia nell'umanità ed eternato il disonore, se essa non avesse portato il peso della sua spada là dove la giustizia pareva soccombere sotto le strette della più terribile violenza, e ai figli ancora giacenti sotto la tirannide del bastone d'Asburgo non avesse tese le sue braccia liberatrici1 ....-.-.*.-. Se l'Aquila prussiana non fosse stata fermata nel suo audace volo o se i due imperi assalitori fossero riusciti a imporre la loro legge all' Europa, nessun popolo avrebbe potuto sottrarsi ad una servitù politica ed economica ancor più dura di quella che per secoli ebbe a soffrire l'Italia, di guisa che può dirsi che le difficoltà d'oggi sono soltanto molestie in confronto dei dolori e delle miserie-in;- cui sapremmo stati travolti se la spada non avesse in tempo concorso a far salva l'Europa .
Il Raulick ben sentiva che, specie nei giorni in cui la giovinezza d'Italia risplendeva nella luce di azioni; insigni di coraggio, di ardimento e di bellezza guerriera, la scuola doveva * 'tome deve'- tuttora essere madre nel senso più profondo della parola e per ciò sviluppare ed alimentare nei suoi figli d*amore quelle gagliarde virtù, che costituiscono la più alta nobiltà del cittadino moderilo. Egli volle pertanto educare costantemente gli animi dei suoi alunni al culto austero del dovere verso la Patria, avvivare in ess: fiamma del più puro patriottismo e, con opportuni scriM, quadrati e sobrii, schiettamente divulgativi, da lui pubblicali anche in accreditati giornali politici, esaltare, nella rievocazione dei martiri di Belfiore e di altri grandi morti per l'unità :e l'indipendenza d'Italia, le energie benefiche della nostra razza ed onorare la-.'ftà; nascenza delle maschie virtù della nostra Nazione i cui soldati, schiusi gli occhi a luminose visioni, nella serenità della morte gloriosa e nelle aspre prove durate con eroico cuore, guardavano ad un' Italia rinnovala e temuta nel rispetto della sua grandezza e della sua forza.
Questa ada coscienza del dovere che nel Raulich fu forma dell'animo e resse tutta la sua vita, naturalmente egli supponeva anche negli altri;: t- aitando l'ufficio, "M preside gliene dava il diritto e gliene indicava il dovere, la esigeva interamente.
Ne è a dire quale dolore egli abbia provato allorquando potè notare