Rassegna storica del Risorgimento

DE MAGISTRIS CARLO PIO
anno <1926>   pagina <515>
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Atti ufficiali 51S
in rapida sin/m, punii centrali di alcune riforme che per il Raulich e non per tu saltellio, erano di assoluta necessità.
Ora quando il Ministro Gentile volle che la scuola media rinno­vasse Se .stessa le sue finalità 4,suoi metodi, il Raulich, abitualo a camminare con passo risoluto verso una mèta precisa, prese decisamente il posto che gli era additato dalla sua coscienza di educatore e di studioso.
Io non dico, o Signori, cosa nuova affermando un fatto che alcuni di voi non ignorano.
Pubblicata nel maggio del 1923 la legge sull'istruzione media, si cominciò a susurrare da molli che il Governo nazionale avrebbe prov­veduto sagacemente alla scuola secondaria se si fosse affrettato a dif­ferire l'attuazione del nuovo ordinamento scolastico. Era questo un de­siderio che accomunava lietamente uomini di diversa tendenza. Chi non sa infatti come gli amanti del quietò vivei-e, avversi sistematicamente a qualsiasi innovazione, e uomini sinceramente solleciti del bene dei no­stri istituti, ma ignari, secondo me, dei disastrosi effetti che codesta pro­roga avrebbe avuto, si fossero incontrati con, tutti coloro che, in vario­pinte schiere, tendevano a minare dalle sue basi l'edificio pazieniemeìite costruito, con fede ed amore, dal Ministro riformatore f
Ebbene; chi vi parla può affermare che il Raulich, anche rinunciando a qualche idea già da lui pubblicamente sostenuta sull'esame di Stato, seppe agire in quei giorni con sincerità e lealtà.
Capo di grande istituto, egli vide che una legge di còsi vaste pro­porzioni non poteva essere perfetta, ma capì, che l'esperienza avrebbe via via giovato ad integrarne il disegno ampio ed organico e che intanto bi­sognava contribuire onestamente alla pronta attuazione del nuovo ordina­mento, il quale, per le provvide disposizioni in esso contenute, avrebbe dato senza dubbio i suoi benefici effetti.
Egli non s'ingannava.
In virtù di codesta legge penetrava nella scuola media quello spirito di libertà che non solo permetteva all'insegnante di far agire spontanea­mente le proprie forze spirituali su quelle de' suoi alunni suscitando ed elevando al massimo grado possibile le energie che sono in potenza nel fanciullo 0 nell'adolescente, ma consentiva al professore stesso di trarre dalla esatta conoscenza dell'anima degli allievi norma sicura per educare e per rafforzare se stesso; di utilizzare la sua intelligenza, il suo gusto, i suoi sentimenti) là sua cultura nella organizzazione e nella distribuzione del suo lavoro, come la sua coscienza e la sua esperienza di uomo e di educatore gli suggerivano; di sviètppafe pienamente, in una parola, la sua personalità.