Rassegna storica del Risorgimento

DE MAGISTRIS CARLO PIO
anno <1926>   pagina <517>
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Aiti, ufficiali 517
A codesti) suo lavoro altri seguirono.
Cito: La caduta dei Carraresi signori di Padova (Padova, Prospe-'fMii 1890, pp. 136), un volumetto che, accolto, al suo apparire, con giusto plauso degli studiosi, rimane tuttavia, a malgrado di qualche imper­fezione dì lìnea, Jondamentale per la piena conoscenza delle lolle fra Venezia e Padova nel '400, lotte sulle quali altri pazienti ricercatori fermeranno poi. con vantaggio dei buoni studi storici, la loro attenzione.
Ne mancano di pregi notevoli altri suoi studd. Mi limito a ricordare:
La contesa fra Sisto V e Venezia per Enrico IV di Francia (estratto, di pp. 78, dal Nuovo Archivio Veneto, tomo IV, parte II, 1892;
La cronaca Valison e il suo autore (estratto, di pp. 13, dalla Ri­vista Storica Italiana, voi. Vili, anno 1891);
La congiura spagnola contro Venezia (estratto dal Nuovo Ardi. Veneto, tomo VI. parte I, 1893);
Una relazione del marchese di Bedmar sui Veneziani (estrailo, di pp. 32, dal Nuovo Archivio Veneto del 1808);
Il cardinale Al baroni e la repubblica di S. Marino {estratto, di fyp. 4.5, dall' Archivio Storico Italiano, serie V, tomo XXXIX, dispensa 2., anno 1907),
Nella bella varietà degli argomenti presi a trattare il Raulich si muove a suo agio, anche se non riesca qualche volta a trovare i punti di ampia visuale, ma in tutti codesti lavori egli appare quello studioso attento e coscienzioso che vuole costruire il suo edificio su solide basi; il che non esclude che in modo vario possa giudicarsi V intrinseca impor­tanza dei lavori suaccennata, tra i quali, per finezza di giudìzio e per copia di notizie; sicure, i due migliori sono, a mio avviso, quello riguar­dante l'illustrazione dell'episodio diplomatico della lotta scoppiata fra il papa Sisto V e la Repubblica veneta in occasione dell'avvento di En­rico IV al trono di Francia, e la monografia sulla congiura di Bedmar contro Venezia, alla quale il turbolento ambasciatore spagnuolo apparve come il maggiore colpevole per la natura ed il carattere del suo ufficio. Mentre quello siato pressoché di lotta dichiarata, in cui era la repub­blica col viceré di Napoli, sembra rendere meno odiosa l'opera di questo, per quanto simili trame nessuna legge, nessuna consuetudine di guerra giustificasse.
Tuttavia non neghiamo che ai Veneziani resti il torto di avere esagerala la responsabilità, dei due ministri spagnuo/i, considerandoli iniziatori e principali artefici detta congiura. Dall'indagine del Raulich ciò non risulla, come non era risultato dallo studio che il Ranche aveva Jjlm compiuto e pubblicalo, ma le prove di fonte spagnuola raccolte da(