Rassegna storica del Risorgimento
DE MAGISTRIS CARLO PIO
anno
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1926
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pagina
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519
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Atti ufficiali 5J9
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ghe ricerche originali negli archivi di Torino, di Venezia, di Simancas, del Vaticano e del Musèo Britannico.
Fu osservato che sulle condizioni degli Stati Sabaudi nel momento iti cui Carlo Emanuele assunse al trono, sulla sua giovinezza e sul suo governo entro lo Slato, M Raulich si estende troppo poco. Questa osser-vaziofie è giusta: gli spetta però il merito di aver contribuito con questo importante lavoro a delineare nettamente la figura dell'animoso duca sabaudo in quell'agitato periodo della sua vita che va dal 1580 al 1598. Infatti nelle vive pagine del Raulich Carlo Emanuele appare principe ambizioso ed irrequieto e, nello stesso tempo, intelligente, d'ingegno multiforme, di tempra vigorosa, uomo d'azione e bisognoso di combattei??,, cosiante?nehie animalo da un alto ideale: quello cioè d' ingrandire e di rafforzare il proprio dominio ai danni degli straniero
Vero è che ai tanti sforzi d'azione e di energie politicamente spesi negli infiniti raggiri della sua diplomazia e dopo tanti sacrifici a cui fece soggiacere i sudditi, Carlo Emanuele lasciò lo Stato più debole e meno sicuro di quando egli aveva assunta la corona esaltala dal padre a miglior luce; ma se l'effetto fallì per cause molteplici, delle quali non è dubbio che alcune risalgono al duca, l'opera di questo, così strettamente legata a lutti i principali avvenimenti di mezzo secolo di storia europea, assicurò poi al principato sabaudo un tale prestigio morale che le sciagure, venute subito la morte di quel prìncipe, poterono qualche tempo illanguidire, ma non già impedire che più tardi si rinvigorisse per modo da fare di Torino uno dei centri più attivi della diplomazia d'Europa .
Avesse il Raulich potuto ricostruire pienamente la complessa figura di Carlo Emanuele, come era nelle speranze e negli auguri degli studiosi. Speranze ed auguri fallaci/ Per le difficoltà insormontabili, in cui egli ebbe a trovarsi, di poter esaminare e studiare i molti documenti che su Carlo Emanuele si conservano a Parigi, dovè rinunciare, con suo rincrescimento, a proseguire l'opera sua così felicemente iniziata.
Nondimeno, pur fra le gravi cure del suo ufficio di preside, il Raulich non abbandonò gli studi "suoi prediletti: anzi, in questi ultimi anni, il fervore onde amò coltivarli compiendo un lavoro mentale superiore alte condizioni della sua salute, fu senza dubbio più vivo ed intenso. Essi prendevano solo nella sua mefite un nuovo orientamento. Voi, capite. Eccellenze e Signori, che io sarei così arrivato al punto in cui dovrei parlare dell'opera sua, rimasta disgfaziataniente incompiuta, sul risorgimento politico M Italia.
Senonchè mi giova prima accennare al fatto che egli fu anche autore dì libri di lesto ad uso delle scuole medie*