Rassegna storica del Risorgimento

DE MAGISTRIS CARLO PIO
anno <1926>   pagina <520>
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52ó Atti ufficiali
So benissimo che oggi è un pò di moda scrivere contro i marmali scolastici. Ancor ieri si j>uò dire un professore universitario, cui non fanno certo difetto ly ingegno e la cultura, a proposito della possibilità che V Italia abbia una Storia d'Italia italianamente pen­sata e scritta, pubblicava queste parole É possibile oggi? Bisogna at­tendere ancora degli anni, molti anni, un secolo? Ma dunque non c'è proprio nulla da fare oltre che compilare manuali scolastici che tra­mandano di generazione in generazione gli stessi errori e le stesse storture? E non c'è proprio alcuna speranza che gli italiani possano imparare qualche cosa di più che un manuale scolastico irto di nomi e di date o, peggio, offuscate da un vapor crasso di fantasticherie che non sono né filosofia né storia?
Non polemizzo, tanto più che voi ben intendete come il generatisi zar e un male possa facilmente condurre a deviazioni e ad errori.
Affermo soltanto che, anche per l'insegnamento della storia negli istituti medi, insieme con libri di testo mediocri o cattivi, /'Italia ne possiede alcuni, che, per rigore di dottrina, per ordine, chiarezza e pre­cisione di notizie, e per giusto equilibrio di giudizio, onorano la scuola italiana: libri da cui vengono suggestioni, benefiche e incoraggiamenti al­l'alunno che in essi può trovare, per la sua formazione spirituale, una guida sicura e, quasi un compagno di studi .
Nel gruppo di codesti libri possiamo collocare quelli del Raulich e soprattutto il. suo Manuale di storia contemporanea d'Europa e special­mente d'Italia dal 1750 ai giorni nostri per le scuole medie superiori e per le persone colte.
Ora proprio negli anni in cui per la compilazione di questo ma­nuale (la cui Prima edizione e del 1904.) egli veniva facendo larghe letture sul Risorgimento italiano, nacque (come il Raulich medesimo di­chiara poi a qualche suo amicoJ e si maturò nel suo cervello l' idea di scrivere, in sette od otto volumi, una Storia del Risorgimento stesso, alla cui più esatta e sHcura conoscenza cominciò nel rpoS a dare pré-. gevoli contributi di osservazioni e di notizie importanti con alami '-nr-'/fc-. coli riguardanti soprattutto la politica " abile, accorta, schiettamente italiana del conte di Cavour e le gesta di Garibaldi nel 1860.
Non 7'ipeterò' qui ciò che alcuni storici (e tra questi, acutamente, il nostro illustre Prof. Gioacchino Volpe) hanno detto anche intorno a ciò che oggi, si richiede in una Storia del nostro Risorgimento Nazionale, intesa come storia che non sia elogio nò requisitoria, non ricerca di eroi da incorniciare per la patria galleria o di idoli da adorar come incarnazione di verità assolutei, ma neppure sfogo di polemica repub-