Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; TEANO ; GARIBALDI GIU
anno
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1915
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pagina
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163
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RECENSIONI
MARIO F ALCO* I/a politica ecclesiastica della Destra, Torino, Fratelli Bocca, editori, Ìdl4, pp. 38.
Nella memorabile sedata dei 26 marzo 1801 il oolite di Cavour dichiarò solennemente olle V Italia, giunta' Roma, proclamato decaduto il potere temporale, dei papi, guarentita, l'indipendenza spirituale del pontefice., avrebbe applicato nel modo più. largo il principio della libertà della Chiesa.
Da quel giorno passarono quasi dieci anni prima, che la questione romana fosse risolta e rimanesse timidamente scritto nelle nostre leggi il principi* della ?libert delia Chiesa.
Mario Falco in questo discorso, tenuto p.er 1' inaugurazione degli studi ìnell' università di Parma,. Ricerca quale politica seguisse il partito moderata ini quel decennio di fronte alla Chiesa, e mostra, insieme, quali uomini abbiano condotto la politica ecclesiastica delia Destra e per quaìi vìe; e in qual modo essi abbiano potuto recarne in atto i principi.
Sobriamente, per quanto consentivano i limiti di tempo iu cui Afa veva .Contenersi, l'onitóro, discorre prima del disegno concepito dal conte di Cavour per sciogliere il secolare connubio della podestà eif ile e della podestà religiosa, e poi, sueeessìvàmentej tratta dei vari progetti presentati dai ministri Pisanelli, Vacca e Cortese per ordinare la costituzione civile dei enlti.
Com'è noto, lutti questi progetti' diedero luogo alla Camera a lunghe e animate discussioni e solo approdarono alla soppressione dèlie corporazioni religiose e alla con versione dell'asse ecclesiastico. Poco dopo il barone Bettino Mcasoli, posseduto dalla confusa idea di una riforma religiosa, presentò un disegno più vasto, proponendo che sì dichiarasse-, la Chiesa libera da ogni speciale ingerenza dello Stato nell'esercizio del culto e nell'amministrazione interna* ohe si abolissero la regia nomina dei vescovi e il giuramene) dej'ecciesiastici, che le costituzioni canoniche cessassero di avere v!g*iré di leggi -e si considerassero come sta-