Rassegna storica del Risorgimento
DE MAGISTRIS CARLO PIO
anno
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1926
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pagina
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525
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. Atti ufficiali 525
S. E. il PRESIDENTE invita il Comitato a nominare il Direttore della Scuola di storia moderna e contemporanea di cui il Regolamento è comparso, pubblicato nel n. 8 Bollettino Ufficiale del Ministero della Pubblica Istruzione.
Su proposta dell'on. GENTIL,, h. nominato Poti. prof. Gioacchino Volpe.
La seduta è tolta alle ore 12,15*
U Segretario generale II. Presidente
E, CASANOVA P. BOSELLI
GIUNTA ESECUTIVA
Seduta del 16 marzo 1926
Sotto la presidenza di Sr E. PAOLO BOSELLI, presidente, convengono nella Sede del Comitato i membri della Giunta Esecutiva S. E. il Maresciallo d'Italia DIAZ, vice-presidente, gli on. sen. GENTILE e SALATA, l'on. VOLPE, il gr. uff. CASANOVA, segretario generale e il comm. MENGHINI, conservatore.
Scusa la propria assenza l'on. sen. RAVA.
Approvato il verbale della seduta precedente, l'on. VOLPE ringrazia ancora il Comitato dell'onore fattogli eleggendolo a Direttore della Scuola di storia moderna e contemporanea.
S. E, il PRESIDENTE comunica l'istanza della Sezione Marchigiana della Società Nazionale per la Storia del Risorgimento diretta ad ottenere un sussidio per la pubblicazione del Carteggio del Comitato dell'Emigrazione di Rimini nel 1859-60.
Dopo varie osservazioni delle: Jh.-. EE. BoSELLié DIAZ, degli on. GENTILE e VOLPE e del CASANOVA, dovendosi discutere del programma della Scuola i . manda ogni deliberazione ad altra seduta.
S. E. il PRESIDENTE invita l'on. Volpe ad esporre il modo col quale intenderebbe dovessse svolgersi l'attività della Scuola, avvertendo che sotto questo nome s'intendono semplicemente delle borse di studio da conferirsi ai membri della detta Scuola.
L'on. VOLPE premette che non trattasi di un corso di addestramento né di perfezionamento universitario, poiché i membri dovranno aver già dato prova sicura di saper far ricerche e di saper lavorare.
Stima che noi dobbiamo uscire dal cerchio ristretto della storia strettamente italiana, dobbiamo fare una storia veramente italiana, non fjGircosCtàtta alla sola Penisola, ma in relazione colla storia degli altri popoli europei. Purtroppo poverissima è le nostra letteratura in proposito; ma non n'é nostra la colpa poi* che si scrive la storia che si fa. In Italia sino al '60 la storia la fecero e la scrissero gli stranieri. Si deve ora formare la tradizione storiografica con respiro prfl largò', con ricerche cioè non solamente nei nostri archivi, ma in quelli dei paesi stranieri, si devono compilare inventari di quegli archfàfl e metterli in relazione con quello che sappiamo, con quello che offrono le nostre fonti. Questo compiiti spetta alla Scuola, di cui si deve preparare il concorso.