Rassegna storica del Risorgimento
PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno
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1926
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pagina
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538
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53
Luisa Fiori
neva ferree barriere doganali ch'ej isolando la regione dai mercati esteri, soffocavano le fiorenti energie locali, mentre d'altra parte le gravose imposte ostacolavano ed esaurivano le iniziative individuali. Il confronto colla precedente dominazione era pieno di rimpianto. Non potendo dunque agire nel campo politico al rinnovamento civile si diedero i liberali lombardi :i? stringevano questi intorno al conte Federico Confalonieri; imperativo ed aitero,, iato: ipe* soggiogare e per primeggiare a lui facevano capo le correnti rivoluzionarie della Penisola e d'oltr'Alpe. Sostenitore di ogni nobile iniziativa che, promuovendo il progresso ed il benessere, aprisse più larghi orizzonti, fondesse le varie energie, invitasse alla difesa contro chi ci attraversava il cammino, è naturale che il Conte riuscisse inviso all'Austria e che qnesta lo facesse oggetto della più costante ed oculata sorveglianza. Maroncelli emissario della Carboneria napoletana, venuto a Milano a fondarvi una Vendita, aveva trovato già le classi elevate in sorda rivolta contro il Governo retrivo ed opprimente e due società attive ed intimamente legate fra loro: VAdelfia e la Federazione. Autorità suprema dei Federati per la regione era ancora Federico Confalonieri.
A quest'esponente delle nuova correnti, dell'ardite aspirazioni di progresso, di libertà, d'indipendenza rivolse tutte le proprie simpatie il giovane Pallavicino fiducioso ed entusiasta propugnatore d'ogni generoso programma, quando, tornato dal lungo viaggio attraverso l'Europa ed introdottosi nella società, capì di vivere in un'atmosfera grave di vigile attesa e di grandi promesse. Così si esprime (i) riguardo al suo pervertimento politico 1 Salvotti : Questi viaggi, il genio pericoloso del secolo in cui viviamo, il seducente aspetto in che specialmente ad un giovane inesperto si presentano te idee di patriottismo e di dignità nazionale e più di tulio il velenoso contatto coi più pronunciati liberali, quali erano il Confalonieri e la pittrice Milesi ed altri, avevano acceso nell'animo di quest* inquisito il più violento entusiasmo per V italiana indipendenza .
Non vi fu mai però tra i due profonda ed intima amicizia, ma grande ammirazione da parte del Pallavicino per il corifeo del partito liberale, qualche speranza del Confalonieri di poter utilmente impiegare il giovanile ardore del Marchese, che ebbe a lagnarsi però di essere trattato sempre come un ragazzo, allo scuro sempre dei sentimenti e dei progetti del Gran Sultano .
Fu soltanto nel gennaio del 1821 che questi l'aggregò alla Fede
li) Relazione del Processo.