Rassegna storica del Risorgimento
PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno
<
1926
>
pagina
<
540
>
540
-Luisa Mori
a lasciarsi proclamare Re dell'Alta Italia. In Lombardia si tracciavano programmi in previsione dello sperato intervento piemontese ed alla fine di febbraio in casa di Giuseppe Secchio, fuori di Porta Vercellina, Giorgio Pallavicino partecipò con Benigno Bossi, Pietro Borsieri, Giovanni Ar-rivabene e Carlo de Castillia ad un convegno, che il Gonfalonieri nelle sue Memorie dice avvenuto per invito dello stesso Principe di Cari-gnano, in Icui si stesero progetti per una Guardia Nazionale, si fecero nomi di persone adatte a comporre una probabile Giunta di Governo con poteri sovrani (elenco che sarebbe poi stato sottoposto a Carlo Alberto) si pensò alla necessità di ricostituire l'esercito, richiamando sotto il tricolore i veterani del Regno Italico, si accennò al proclama da lanciare all'arrivo dei Piemontesi in Lombardia. Pochi giorni dopo il Bossi ed il Pecchio passavano a Torino per stringere accordi e preparare l'impresa.
Scoppiato H i o marzo il moto che portò il Re all'abdicazione e costrinse l'enigmatico ed oscillante Reggente a proclamare la costituzione per evitare la guerra civile, i Federati lombardi s'infiammano di fiduciosa speranza nella riuscita del loro piano, che consisteva nel sollecitare le forze esistenti in Novara e supposte, ingenti a passare di nottetempo il Ticino, attesa l'alba a Sedriano piombare fulminaemente a Milano, occupare i posti militari, paralizzare le autorità, armare la Guardia Nazionale, suscitare una rivolta contro l'Austria, costringerla a levare il campo, attaccare alle spalle le truppe che combattevano contro i napoletani. Grandioso e complesso programma, ma sapendo di combattere in nome della giustizia e del diritto s'illudevano dell'appoggio delle Potenze Europee e pensavano che tutto sf sarebbe risoluto in una breve guerra difensiva..
E siamo all' importante missione politica del giovane marchese Pallavicino, capitano d'unione della Federazione. Il Gonfalonieri, trovandosi in quel periodo gravemente ammalato, convocava intorno al suo letto l'compagni di fede per scambio di vedute e 'M informazioni, per stendere piani e certo il Pallavicino dovette prender parte a questi colloqui ed essere a giorno degli avvenimenti, . jl Conte lo incaricò il 15 marzo di trovargli una persona di fiducia, disposta a portare al Generale San Marzano, entrato in Novara, un messaggio gelosissimo. Essendo difficile e pericolosa questa scelta il Marchese si offre di compiere il mandato (1). Cerca in teatro del suo amico Gaetano de Castillia, ch'egli aveva ag-
(1) Costituto del 28 marzo ig2<i - Cartella 56 del Processo dei Carbonari, pezza 464.