Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <541>
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Il marchese Giorgio Trwulzùh-Pullavkino (1796-1878) 54I
gregato alla Federazione, gli confida il delicato incarico, lo aollecita ad accompagnarlo a Novara e tanto insiste che o convince. All'alba par­tono in vettura per Abbìategrasso, dove tur contadino per sentieri na­scosti nei boschi lii accompagna alle sponde del Ticino* .qui uno spac­calegna, evitando il porto" idi Cassole li traghetta all'altra sponda. A Cassolo nella ~illa Arconati trovano un calesse che M },orta a È?óvafàv. Ammessi alla presenza del generale rivoluzionario e del sospetto La Tour i messaggeri! .si: fanno caldi interpreti della trepidante attesa dei liberali lombardi, prospettando sotto la miglior luce la situazione ed esagerando la debolezza austriaca. Il Cusani (-!") crede di poter riferire con esattezza le cifre iperboliche da essi poste innanzi per incoraggiare i piemontesi: la-possibile improvvisazione di un esercito,di 20.000 soldati e di 30.000 guar­die nazionali, la disponibilità ci 2.000 fucili e la possibilità di impadronirsi delle fortezze di Peschiera e di Rocca d'Anfo, del parco d'artiglieria di Ve­rona, le floride condizioni finanziarie. Ma San Marza no, il quale non può contare sulle truppe di La Tour, in cui fiuta il nemico, non dispone che di 300 uomini e si trova nell'impossibilità di agire; suggerisce ai due giovani di rivolgersi allo stesso Carlo Alberto per il quale li munisce d'una sua commendatizia. Giunti in Torino il 17,. ' incontrano col marchese Giu­seppe Arconati Visconti e tutti e tre sono ammesijpuel mattino stesso alla presenza del Principe, introdotti come deputati delle Provincie Lom­barde. Letta, la lettera (come ebbe a contessare (2) il Pallavicino) e sentito da nói che ci eravamo compromessi per sostenere la sua causa e che aspettavamo quindi forze quel Prìncipe disse che era aneli 'egli buon italiano e che la nostra causa gli era sacra .
Nelle Memorie (p. 23) il Pallavicino scrive che, ricevuti nuovamente alla sera per sentire il parere della Giunta, alla quale erano stati rife­riti i desiderata dei Lombardi, Carlo Alberto avrebbe delusa ogni loro speranza dichiarando che nella presente situazione il Piemonte, per la fiera opposizione dei conservatori, per la mancanza di danaro, di armi, di soldati, doveva limitarsi ad un'azione difensiva; così forse il vecchio Pallavicino si esprimeva per scusare la condotta successiva del Principe, mentre nel fatale costituto del 13 dicembre egli deponeva che il Reg­gente in quell'occasione promise di far marciare verso Milano ! parco d'artiglieria e se non m'inganno vn reggimento di cavalleria . Ed anche il de Casti!Ha né) costituto del 15 dicembre dichiarava che
(i) CUSANI, Op. cit., voi. Vili, p. 5 e *
(3) Costituto del 13 dicembre. Busta N. 1 del Processo dei Carbonari. Ar­chivio di Stato di Milano.