Rassegna storica del Risorgimento
PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno
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1926
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pagina
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542
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Luisa Fiati
il Principe in quell'occasione mostrò la piti decisa intenzione di mandare ad effetto il piano, che ci assicurò da lui combinalo d'invadere la Lombardia, e che nell'udienza serale egli diede loro notizie anche più rassicuranti dì quelle del mattino sulVoggetto ,
Di ritorno a Milano il Pallavicino riferisce al Confalonieri l'esito della sua missione ed il Conte avendo saputo che il breve viaggio nello Stato rivoluzionario non era sfuggito alla Polizia, suggerisce all'amico di porsi in salvo. Questi ricerca il de Castillia, gli comunica i suoi timori, insieme tornano ad Abbiategrasso (i) e qualificatosi come dome, sticp.della contessa Arconati al Capitano ungherese di guardia al ponte, riesce a passare, insieme [alla persona di servizio di lei, il Ticino ed ottenuto poi in Vigevano un passaporto per la Fi ancia il 21 marzo sono nuovamente a Torino (2). Ma fattasi strada l'idea che una fuga sarebbe stata a loro più pericolosa, il 27 marzo il marchese torna a Milano, mentre il de Castillia si reca nella propria casa di Palazzolo.
È noto come Federico Confalonieri, allorché si attaccò al perico-JQSP partito di fare qualche parziale ammissione per circoscrivere il campo dell' infinite imputazioni, affermasse (3) di aver bensì scritte al San Marrano, ma allo scopo di dissuaderlo dal passare il Ticino e che informato il 16 marzo da un biglietto del marchese Bossi, portatogli dal Piemonte da un certo Sormani, delle intenzioni del generale essendo ammalato fece scrivere da Decio Zigliani una lettera allo stesso San Marzano, ponendogli sott'occhio tutti ì pericoli d'una impresa condotta con sì esigue forze.
Evidentemente questo non doveva essere il contenuto del messaggio di cui il Pallavicino era stato latore; è ammissibile però che Confalonieri il giorno dopo la partenza dell'amico, abbia ricevuto notizie più precise, informazioni poco confottanti intorno all'estensione ed alla forza del moto, al numero dei partecipanti e prevedendo le conseguenze d'una mossa prematura, a quella prima lettera ne facesse eseguire una seconda che potrebbe essere quella che si dice la contessa Frecavalli recasse a Novara, nascondendola nelle chiome. Ad ogni modo questa con/essala A intelligenza col nemico divenne l'elemento principale per la condanna capitale.
(;) Per consiglio anche del patrigno, vedi Costituto di Don Giuseppe Vi-smara del 7 gennaio 1821, Cart. 63. Arch. di Stato.
(2) Anche di questa seconda gita ebbe notizia la Polizia che invitò la madre a dare informazioni e schiarimenti.
(3) SANDONX: Contributo alla Storia dei processi del 'xr, p. 95.