Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <543>
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*// marchese Giorgio Trivulzia-Pattavicino fijpó'/SySj 543
U Confalonieri infatti nelle proprie Memorie, asserendo che egli tentò sempre di distogliere Carlo Alberto ed il San Marzano dal pas­sare in Lombardia, pare accenni alla lettera portata dal Pallavicino di­cendo (p. 113): Fra le altre lettere però che feci scrivere o scrissi, una debbo confessare che mi rimase in fin d'allora non senza interno biasimo, come già scostanlesi da quella linea di cooperazione che erami prefissa, tanto ti color dell'azione travia i propositi della ragione .
Invitato il giorno dopo il JSU ritorno a Milano dall' I. R. Polizia a deporre intorno al suo viaggio in Piemonte (1), il Pallavicino dichia­rava, che avendo udito in Teatro da persone sconosciute che il suo caris­simo amico Arconati si era compromesso in quello Stato e che la Polizia di Milano ne aveva ordinato l'arresto nel caso passasse il confine, gli era venuta l'idea di avvertire l'amico del pericolo. Sollecitata la compagnia del de Castillia e vìnta la titubanza e i timori di lui, non avendo tro­vato 1*Arconati né ad Abbiategrasso, né a Novara avevano dovuto spin­gersi a Torino. Ripassato il Ticino, allarmati in un primo momento dalla notizia che la Polizia conosceva il loro viaggio, si erano deter­minati a ruggire in Isvizzera, per poter di là dare più facilmente prove al Governo della innocenza del loro breve soggiorno in Piemonte. Sollecitati 1 tornare non esitarono, sicuri che la Polizia non li avrebbe molestati non avendo preso parte né direttamente né indirettamente agli affari di quello Stato Rivoluzionario.
Negli stessi termini deponeva il de Castillia il 15 aprile e veniva subito rilascialo cpl divieto però di allontanarsi da Milano senza per­messo.
La Polizia inoperosa e fiacca si lasciò sfuggire di mano preziosi elementi, o forse non volle per il momento stabilire la complicità fra i rivoluzionari piemontesi ed i liberali lombardi e non ebbe sentore che tutto un piano, per quanto utopistico ed irrealizzabile, si era concertato contro Imperiai Governo, tanto che Strassoldo in una relazione a Met-ternich del ro aprile poteva affermargli che v'era certo dell'esagerazione nelle voci correnti. Senza difficoltà quindi qualche mese dopo il Palla­vicino otteneva un passaporto e si recava in Toscana, dovei, sappiamo, s* incontrò con compagni di fede della regione.
Nel settembre del iat' però Sua Maestà, compresa la necessità di dare alla Polizia un più regolare e vigoroso andamento, con venera-tissinta sovrana risoluzione si degnò di ì'/istituire in Milano ed in Venezia due speciali commissioni per t'ikt/tuisisione e sentenza contro quelli che
l); Costituto del 38 marzo. Cartella 56. Processo dei Carbonari.