Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <544>
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Luisa Mori
si erano compromessi "fette inqualwdmi :déf Memonìf -e Napoli,, e cattivo chi risultasse indiziato d'un qualunque altro delitto relativo t> (i). Ma le inquisizioni a Venezia non avevano dato alcuna prova sulla so­pravvivenza di società segrete e di congiure' e quéìlé di1 fiSlàno contro gli studenti pavesi non avevano portata alcuna luce.
Le cose stavano a questo punto quando ft n- dicembreStrassoldo, intuendo l'esistenza di una vasta tramaf ipur noj3 àivendo prove legali, col pretesto di sequestrare a Gaetano: Ce stilila U famoso anello col motto: Leggi e non Me r-. P Malia é3ì <Éiè apparteneva al fratello Giovanni e che pare fosse stato da questi usato imprudentemente per suggellare una lettera, ordinava a de Goehausen di operare una jjfepffe sizione nella casa del de Castil li a stesso.
Questa venne compiuta il 2 dicembre ed il risultato oltrepassò cgni previsione: il. sequestro di alcune lettere di contenuto politico, una E cente colla risposta del de Castillia al patriota Marliani rifugiato in Ispagna, accuratamente avvolte in lini e nascoste in un armadio erano elementi sufficienti perchè si procedesse all'arresto del giovane. La voce corre in città, qualcuno insinua al Pallavicino che la famiglia dell'amica è convinta che il provvedimento della Polizia è li Rapporto col loro viaggio in Piemonte e ch'egli ha conservato la libertà col sacrifìcio del compagno. Seguendo un inconsulto moto del cuore '-si costituisce spon­taneamente il giorno seguente, dichiarando: .Si? pttel viaggio è' repu­tato delitto, io solo sono il colpevole, '/: solo dunque ìfjtp -meritevole dr pena . Si apre cosi quel baratro nel quale egli cadrà trascinando con sé gli amici più cari per leggerezza, per inesperienza, ma certo anche per i raggiri, per i mezzi illegali dèi Tribunale che ebbe la fortuna di porre le mani su chi per età e per matura era meno adatto à custodire un segreto.
Gli storici saecettavano la versione dell'autodenunzia del Pallavicino, pur differendo nei particolari (2), nessuno dubitava però dell'onestà del­l'asserzione, quando il Sandonà (3) valendosi quasi esclusivamente di documenti rinvenuti negli Archivi di Vienna, cercò di dimostrare che il Marchese non ebbe affatto il gesto irreflessivo ma nobile, ma venne ar­restato dalla Polizia in seguito alle prime deposizioni del de
(1) Busta n. 1 (Pezza t). Processo dèi Carbonari entro cui si trovano tutti i costituti del Pallavicino, in gran parte pubblicati dal d'Ancona in appendice all'opera citata: F. Gonfalonieri ,
(a) Memorie del Gonfalonieri, p. 22.
(3) SÀNDOSA; Contributo alla Storia dei moKè-tÉ M SÉjgpf Vf