Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <545>
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// marchese Giorgi jfirìputsro-Pallavicino (1796-187) 545
mentre i costituti suoi del 2 e del 3 dicembre non contengono alcuna grave accusa.
La sua argomentazione è basata sul fatto che non si trova della cosa nessun accenno nelle .-numerose relazioni di quei giorni dall'Auto­rità Milanesi dirette a Vienna, fino * che il 4 dicembre si fa noto al Ministro Sedlnitzky che in seguito ai primo interrogatorio del de Ca-stillià si eM compiuta una perquisizione in casa del marchese Pallavi­cino, della pittrice Bianca Millesi, e della signora Camilla Fé e che dalla Commissione speciale fu subito ordinato l'arresto del Pallavicino e quello domestico della Millesi e della Fé .
Secondo lì Sandonà rettificando la data dell'arresto del de CastilUa avvenuto il 2 dicembre e non il 3 come riferì il Pallavicino e ripete­rono gli storici, la tesi delfautodenunzia apparirebbe insostenibile.
Egli non esita ad aggiungere che se anche Salvotti nella sua Re­lazione del Processo ripete la solita versione essa non è meno falsa, poi­ché il giudice, venuto a Milano nel giugno del '22, non si sarà occu­pato di indagare sulla prima parte dell'istruttoria condotta in sua assenza; debole affermazione questa, tenuto conto dello zelo spiegato dall'occhiuto e destro criminalista. Conchiude il Sandonà sostenendo la tesi dell'ar­resto dichiarando tutto il resto: parti di fantasie ardenti .
Da documenti raccolti nell'Archivio di Stato di Milano è possibile invece dimostrare falsa l'ingegnosa argomentazione e sostenere la verità dell'auto-costituzione del Pallavicino, pur rettificando alcuni errori di data, qualche inesattezza particolari risultanti dalle sue Memorie e ripetuti ed accettati dagli storici.
Esiste in data 3 dicembre una lunga nota di de Goehausen (J) al Consigliere Aulico Della Porta, Presidente dell' T. R. Commissione di in Istanza, dalla quale relazione appare che in seguito alla perquisizione operata in casa di Gaetano de Castillia si riconobbe verificato il caso della politica custodia di lui ed avendo egli ammesso che una delle lettere sequestrate, non sottoscritta e contenente la famosa carta frasta­gliata, del cui uso si dichiarava istrutto anche uu Giorgio, era della Mi-lesi, questa veniva ad essere gravemente sospetta dì dare essenza ad un cartéggio che volevmi avvolto nel mistero in tempi ed in concorso di persone già come inclinale alle novazioni del Piemonte e considerando che anche il marchese Giorgio Pallavicino dicevasi istrutto di questo con-
(1) Cartèlla n. 6 del Processo dai Carbonari, pezza no (In Appendice, vedi documento integro, n. 1- e al n, a la lettera sequestrata riguardante il Pallavicino).