Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <548>
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Luisa Fiori
lavici no nel palazzo del duca Visconti di Modrone in contrada della Cervia, lo stesso 3 dicembre non aveva portato al rinvenimento di alcun elemento che interessar potesse neppur dì lontano le viste dell'autori politica ; tuttavìa il giorno seguente veniva ordinata la speciale Inqui­sizione per alto tradimento , Si apre così quel processo troppo noto nella storia del nostro riscatto nazionale, parche se ne debbano studiare qui le fasi e lo svolgimento, basterà per spiegare in parte la condotta del Pallavicino, ricordare l'illegalità di mezzi e di procedure, le viola­zioni ad ogni diritto dell' imputato che, quasi sempre ignaro del codice austriaco, si veniva a trovare alla mercè della Commissione. Sappiamo che cosa significasse per l'Austria fare giustizia patriarcalmente senza fracasso e senza scandali : inquisizione segreta colla paterna scusa che i processi pubblici sono scuola di immoralità e sono di ostacolo alla -rU-cerca del vero, poiché difficilmente l'accusato si risolve a confessioni in pubblico, negata l'assistenza d'un avvocato difensore poiché la. difesa dell* imputato è già uno dei doveri d'ufficio del Giudice criminale, il quale era così nel tempo stesso inquirente, relatore, giudice, difensore e primo votante . E poiché nei delitti di alto tradimento la deposizione dei com­plici è considerata dal codice austriaco come valida e completa prova, sarà alterando, mutilando le deposizioni altrui che l'Inquirente saprà creare fra i coaccusati un'atmosfera di diffidenze, di timori e di rancori che spingeranno molti a gravi e compromettenti confessioni. Il Palla­vicino giovane, inesperto, irriflessivo doveva essere il primo ad impi­gliarsi nell'insidiosa rete in cui caddero altri verso i quali la storia fu tuttavia più benevola. Per la verità egli aperse la via e creò inizialmente una situazione pericolosissima a coloro che vennero in seguito arrestati, ma non dobbiamo definire, come il Sandonà, vile delazione, smania di vendetta la sua debolezza di fronte alle arti a cui non seppero resistere, uomini più abili e più esperti, né dobbiamo prescindere dall'indole, dal carattere di lui. Cristina Belgiojoso, nel suo studio sulla Lombardia pubblicato ano­nimo, traeek del Pallavicino un rispondente profilo morale scrivendo (1): Schietto, generoso e disposto a prodezza ma semplice ed ingenuo, vi­ziato da quella levità di carattere per evi l'animo va fluttuando fra le più contrarie disposizioni, si empie oggi delle più matte speratize per {sprofondarsi domani nello sterminato abisso della disperazione, era il Pallavicino Uno di quei tali che sono in grado del pari o di com~
(1) Pag. 159; Studi intorno alta: Storia della Lombardia negli ultimi trenta anni eie, Parigi, 1847.